Pholcidae
I Folcidi (Pholcidae C. L. Koch, 1850) sono una famiglia di ragni appartenente all'infraordine Araneomorphae.
Etimologia
[modifica | modifica wikitesto]Il nome deriva dal greco antico φολκός?, pholkós ("dalle gambe storte"), epiteto inizialmente attribuito all'eroe omerico Tersite, che rende bene l'idea della conformazione delle zampe lunghissime di questi ragni, ed il suffisso -idae, che designa l'appartenenza ad una famiglia.
Caratteristiche
[modifica | modifica wikitesto]Sono comunissimi nelle abitazioni e perciò hanno parecchi nomignoli: "ragni della polvere", "ragni ballerini", "ragni-gambalunga", "ragni di cantina", "ragni di casa", "ragni salterini", "ragni chicco di caffè" , ecc.
Di costituzione molto fragile, le dimensioni del corpo di questi ragni variano da 2 a 10 millimetri, e le zampe possono superare tranquillamente i 30 millimetri. Il colore varia dal grigio al bruno con varie striature. I generi Pholcus e Smeringopus hanno il corpo a forma del guscio di un'arachide.[1]
Comportamento
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Costruiscono tele dal disegno irregolare, aggrovigliato, su cui rimangono appesi a testa in giù. I luoghi preferiti sono in genere bui, quali caverne, cantine, magazzini, sotto pietre o in tane di mammiferi abbandonate.
La ragnatela non ha capacità adesive, ma è strutturata e intricata in tal modo da rendere difficile la fuga all'insetto che vi capita dentro. Il ragno corre subito ad avvolgere la preda con più fili per mangiarla quasi subito o accumularla se non ha fame. Poiché i cheliceri sono molto piccoli e poco perforanti, quasi mai vengono utilizzati per avvelenare la vittima.
Tolti dalla loro ragnatela assumono andature goffe e traballanti, come da ubriachi. Nel caso la preda impigliata sia troppo grande e cominci a distruggere la ragnatela, il folcide inizia a vibrare e a roteare su sé stesso, forse al fine di spaventare l'intruso e di non fargli comprendere con chiarezza dove si trova. Anche altre famiglie di ragni esibiscono questo comportamento. Spesso va su altre ragnatele a cibarsi delle uova o dei piccoli di altri ragni, in particolare Tegenaria.

Pericolosità
[modifica | modifica wikitesto]Un tempo si riteneva che il morso di questi ragni e quello degli opilioni, cui rassomigliano per struttura, fosse pericoloso per gli uomini, ma non sono documentati casi di morso a esseri umani che abbiano comportato più di qualche arrossamento cutaneo. Alcuni autori (Pinto-da-Rocha et al. , 2007) hanno attribuito la presunta pericolosità di questi ragni al fatto che non esitano ad attaccare anche ragni molto velenosi, come ad esempio la vedova nera, il cui morso è molto pericoloso per l'uomo: il fatto che attacchi anche specie molto velenose li avrebbe fatti erroneamente ritenere più pericolosi delle proprie vittime.
Distribuzione
[modifica | modifica wikitesto]Sono cosmopoliti.

Tassonomia
[modifica | modifica wikitesto]A novembre 2020 si compone di 94 generi e 1812 specie.[2]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Perché non dovremmo uccidere i ragni, su Il Post, 9 giugno 2022. URL consultato il 13 ottobre 2024.
- ↑ World Spider Catalogue, versione 21.5, Famiglie di ragni, con numero di generi e specie URL consultato il 1 dicembre 2020, su wsc.nmbe.ch.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- World Spider Catalogue, versione 21.5, Famiglie di ragni, con numero di generi e specie URL consultato il 1 dicembre 2020, su wsc.nmbe.ch..
- Biology Catalog URL consultato il 28 dicembre 2012 (TXT), su insects.tamu.edu. URL consultato il 6 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 20 giugno 2009).
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