Divinità della mitologia greca
Il seguente elenco riassume gli dèi e le dee della religione dell'antica Grecia e altre figure divine o semi-divine della mitologia greca.
Divinità
[modifica | modifica wikitesto]Olimpo
[modifica | modifica wikitesto]Le principali divinità del pantheon greco erano note come i dodici Olimpi. Secondo la tradizione, esse risiedevano sul monte Olimpo, da cui derivava il loro nome, ed erano concepite come un unico gruppo familiare posto sotto la suprema autorità di Zeus. Questo gruppo comprendeva due generazioni: la prima era costituita dai figli di Crono e Rea — Zeus, Poseidone, Era, Demetra, Estia ed Ade — mentre la seconda includeva i figli di Zeus, ossia Atena, Apollo, Artemide, Ares, Efesto, Afrodite, Ermes e Dioniso (sebbene Afrodite ed Efesto non fossero sempre considerati suoi figli). Nella mitologia, gli Olimpi succedettero a una precedente generazione di divinità, i Titani — tra cui figuravano lo stesso Crono e Rea — che furono sconfitti da Zeus e dagli dèi olimpici nella guerra divina nota come Titanomachia, al termine della quale Zeus divenne sovrano degli dèi.
Nel culto religioso, l’idea dei dodici dèi è attestata per la prima volta nella seconda metà del VI secolo a.C., quando ad Atene fu eretto l’Altare dei Dodici Dei. All’incirca nello stesso periodo, l’Inno omerico a Ermes menziona la suddivisione di un sacrificio in dodici parti, mentre nel 484 a.C. il poeta Pindaro fa riferimento all’onore reso a dodici divinità a Olimpia. In età classica (V–IV secolo a.C.) il concetto dei dodici dèi risultava ormai pienamente consolidato. Tuttavia, pur restando costante il numero complessivo, la composizione del gruppo poteva variare a seconda delle regioni: in particolare, Estia e Dioniso erano talvolta esclusi. Ade, pur essendo fratello degli Olimpi di prima generazione, non rientrava nel novero dei dodici a causa della sua dimora nel mondo sotterraneo. Accanto ai dodici Olimpi canonici, la tradizione riconosceva inoltre numerose altre divinità che si riteneva abitassero sul monte Olimpo.
| Nome | Divinità | Descrizione |
|---|---|---|
| Afrodite (Ἀφροδίτη, Aphrodìtē) / Venere | Dea dell'amore, della bellezza, del desiderio, della fertilità e del piacere carnale. Benché sposata con Efesto, aveva diversi amanti, tra i quali i più noti sono Ares (con cui ha Fobo e Deimo, Paura e Panico), Adone, e Anchise. Fu rappresentata sempre come una bella donna ed è la dea che più spesso appare nuda o seminuda. I poeti ne apprezzano il sorriso e il riso. Tra i suoi simboli troviamo le rose e altri fiori, le conchiglie, la madreperla, e il mirto. Gli animali a lei sacri erano le colombe e i passeri. La sua corrispondente nella mitologia romana è Venere. | |
| Apollo (Ἀπόλλων, Apóllōn) | Dio della musica, del Sole, delle arti, della conoscenza, della cura, della profezia, della bellezza maschile, del tiro con l'arco e della luce. È il figlio di Zeus e Leto e ha una sorella gemella, Artemide. Come fratello e sorella vennero identificati rispettivamente con il Sole e la Luna, ed entrambi usavano archi e frecce. In miti più antichi è in competizione con Ermes, suo fratellastro. Nelle sculture è rappresentato come un ragazzo molto bello, senza barba e con lunghi capelli, dal fisico ideale. Essendo perfezionista poteva essere crudele e distruttivo, e i suoi amori sono raramente felici. Per esempio, l'inutile corteggiamento della ninfa Dafne, entrambi vittime di Eros che aveva colpito lui con una freccia d'amore (per punirlo della sua vanità) e lei con una d'odio. Lei venne trasformata in lauro e perciò Apollo ne adorava le foglie, che spesso indossa (come corone di alloro, che venivano anche indossate dagli atleti greci); in aggiunta è raffigurato talvolta con una lira o una cetra, assumendo l'iconografia di «Apollo citaredo», in quanto ispiratore delle arti e guida delle Muse, con cui appare spesso in compagnia. Gli animali a lui sacri includono il capriolo, i cigni, le cicale, i falchi, i corvi, le volpi, i topi, i lupi e i serpenti. Anche nella mitologia romana era chiamato Apollo. | |
| Ares (Ἄρης, Árēs) / Marte | Dio della guerra, dello scompiglio, dello spargimento di sangue e della violenza. Figlio di Zeus e Era, era rappresentato come un giovane senza barba, spesso con un elmo o una lancia o una spada, nudo o vestito da guerriero. Omero lo descrive come inaffidabile, umorale, sanguigno, in contrasto con Atena, che in guerra ha invece strategia e capacità di controllo. Gli animali a lui sacri sono l'avvoltoio, il serpente velenoso, il cinghiale e i corvi che facevano la guardia al suo tempio. Il suo corrispondente romano è Marte, che però era visto come progenitore della gente di Roma, e rappresentato in genere più adulto. | |
| Artemide (Ἄρτεμις, Ártemis) / Diana | Dea vergine della caccia, del selvaggio, degli animali, della foresta, e della luna, protettrice delle fanciulle, delle vergini e del parto senza dolore. Ha un gruppo di seguaci chiamate Cacciatrici di Artemide, ancelle della dea, immortali a meno che non muoiano in battaglia. In tempi successivi è stata associata con l'arco e le frecce. Era figlia di Zeus e Leto, ed era sorella gemella di Apollo. È spesso rappresentata come donna giovane, mentre indossa un chitone corto la cui gonna arriva sopra le ginocchia e ha con sé un arco e una faretra. I suoi simboli includono lance da caccia, una mezza luna al capo, pellicce, cervi e altri animali selvaggi. Gli animali a lei sacri, oltre al cervo, comprendono orsi, cinghiali, cani e altri animali di bosco. Il suo corrispondente romano è Diana. | |
| Atena (Ἀθηνᾶ, Athēnā̀) / Minerva | Dea vergine dell'intelligenza, della pace, delle arti manuali, della strategia militare (ovvero l'aspetto più nobile della guerra, contrario ad Ares, il quale si occupava degli aspetti più brutali e malvagi), dei manufatti e della saggezza. Secondo la maggior parte delle tradizioni è nata dalla testa di Zeus, già formata e armata. Veniva rappresentata con un elmo con cimiero, armata di scudo e spada, con un'egida sopra una veste lunga. Dea "dagli occhi glauchi" (azzurri, lucenti), o comunque dotati di luce speciale e lampi di astuzia. Proteggeva eroi greci come Odisseo o Diomede e la città di Atene (chiamata così in suo onore). I suoi simboli sono l'olivo e la civetta. La corrispondente dea romana è Minerva. | |
| Demetra (Δημήτηρ, Dēmḕtēr) / Cerere | Dea dei cereali, della flora, dell'agricoltura, del raccolto, della crescita e della nutrizione. È figlia di Crono e Rea e sorella di Zeus, dal quale ebbe Persefone. Era una delle divinità maggiori dei misteri eleusini, dove il suo potere sul ciclo della vita delle piante simbolizza il passaggio dell'anima umana dalla vita all'oltretomba. Era rappresentata come una donna matura, spesso con una corona, un fascio di graminacee e una torcia. I suoi simboli sono la cornucopia, la spiga, il serpente alato, e il loto con il fusto. Gli animali a lei sacri sono i maiali e i serpenti. La corrispondente divinità romana è Cerere. | |
| Dioniso (Διόνυσος, Diónysos) / Bacco | Dio del vino, delle feste, della follia, del caos, dell'ubriachezza, delle droghe e dell'estasi. L'origine viene dall'antica Chios, che era la sua casa. È stato rappresentato come un vecchio con la barba o un fanciullo carino ed effeminato, dai capelli lunghi. I suoi simboli includono un tirso (bastone con in cima una pigna), una coppa per bere, grappoli d'uva e una corona di edera. È spesso in compagnia di un tiaso, una processione di assistenti che includono satiri, menadi (o baccanti), e il suo tutore sileno. Secondo alcune versioni, sua moglie era Arianna, abbandonata da Teseo sull'isola di Nasso e ritrovata dal dio. Gli animali a lui sacri erano i delfini, le tigri, i ghepardi, gli asini e i serpenti. Essendo nato mortale, anche se figlio di Zeus, per aver inventato il vino gli dèi decidono di ricompensarlo concedendogli un trono sull'Olimpo, dove sostituirà Estia. Un altro suo nome era Bacco, con il quale verrà ripreso tra i romani. | |
| Efesto (Ἥφαιστος, Hḕphaistos) / Vulcano | Dio del fuoco, della metallurgia, e dell'artigianato. Figlio di Zeus ed Era, o di lei soltanto, è il fabbro degli dèi, marito di Afrodite. Venne scaraventato dalla madre giù dall'Olimpo appena nato per via della sua bruttezza. In genere rappresentato come uomo con la barba, un martello, un'incudine o delle tenaglie, a volte a cavallo di un asino. Gli animali a lui sacri erano appunto l'asino, ma anche il cane da guardia e la gru. Tra le sue creazioni c'erano le armi di Achille. Se nella mitologia greca Efesto usava il fuoco come forza creativa, presso i romani era un dio più terribile, con poteri distruttivi e associato ai vulcani, come anche il suo nome romano Vulcano attesta. | |
| Era (Ἥρα, Hḕrā) / Giunone | Regina degli dèi e dea del matrimonio, delle donne adulte, dell'eredità, dei re e degli imperi. È la moglie e sorella di Zeus, figlia di Crono e Rea. Veniva in genere rappresentata in atteggiamento regale, in età adulta, indossante un diadema e un velo coprente la testa, a volte con in mano un fusto di loto. Benché fosse la dea del matrimonio, Zeus le era molto infedele e questo le procurava gelosia e sete di vendetta. Per esempio quando lui la tradì con Alcmena, dalla quale nacque Eracle, lei perseguitò quest'ultimo con le fatiche e alla fine lo fece impazzire. Un altro racconto dice invece che lo adottò e lo nutrì. Gli animali a lei sacri erano la vacca, il pavone e il cuculo. A Roma era conosciuta come Giunone. | |
| Ermes (Ἑρμῆς, Hermḕs) / Mercurio | Dio dei confini, dei viaggi, delle comunicazioni, degli scambi commerciali, dei linguaggi e della scrittura, protettore dei viandanti, dei ladri, dei vagabondi e viaggiatori. Figlio di Zeus e Maia, era il messaggero degli dèi e uno psicopompo che accompagnava le anime dei trapassati nell'aldilà. Era rappresentato come un giovane atletico senza barba, ma anche come un vecchio barbuto dotato di un fallo enorme. I suoi simboli includono un caduceo, sandali con le ali, un petaso o altro cappello da viaggio. Gli animali a lui sacri erano la tartaruga, il gallo e l'avvoltoio. Il corrispondente romano Mercurio era più strettamente collegato con il commercio. | |
| Estia (Ἑστία, Hestíā) / Vesta | Dea vergine del focolare e della castità, protettrice delle case. È figlia primogenita di Rea e Crono, sorella di Zeus, di Poseidone, Ade, Era e Demetra. Non sempre identificabile nell'arte greca, appare come una donna umile dal capo coperto con un velo. I suoi simboli sono il focolare, il cerchio, la casa, il cuore e la pentola. In alcuni racconti lei rinuncia al proprio posto tra gli Olimpi in favore di Dioniso. Nella mitologia romana corrisponde a Vesta, che ha invece un ruolo maggiore, anche per l'istituzione delle vestali. | |
| Poseidone (Ποσειδῶν, Poseidṑn) / Nettuno | Dio del mare, dei fiumi, dei laghi, delle alluvioni, dei maremoti e dei terremoti. È figlio di Crono e Rea, fratello di Zeus, Ade, Era, Estia e Demetra. Comanda su uno dei tre regni, come re dei mari e delle acque. Nelle rappresentazioni classiche è visto come uomo maturo, di corporatura robusta, con una barba vistosa, e regge un tridente. Gli animali a lui sacri sono il cavallo e il delfino. Il suo matrimonio con Anfitrite è rappresentato con una processione trionfale (da loro nacque poi Tritone). Alcuni racconti dicono che ebbe una relazione con Medusa, da cui nacque Pegaso e Crisaore venuti fuori mentre Perseo le tagliava la testa. I suoi simboli sono il tridente, il cavallo (Poseidone e Atena si contesero l'Attica: Poseidone creò il cavallo dalla spuma del mare, Atena l'ulivo dalla terra; dopo una lunga riflessione, gli ateniesi proclamarono vincitrice Atena), il delfino, i pesci e il toro. Il suo corrispondente romano è Nettuno. | |
| Zeus (Ζεύς, Zèus) / Giove | Re e padre degli dei, è il capo dell'Olimpo, dio del cielo, del tempo atmosferico, dei tuoni e dei fulmini, della legge, dell'ordine e della giustizia. È il figlio più piccolo di Crono e Rea e ha detronizzato suo padre da sé, acquisendo il potere del cielo. È rappresentato con attributi regali, una figura robusta, con barba scura. I suoi simboli sono lo scettro, la folgore (la sua arma, secondo i miti capace di lanciare fulmini a piacimento della divinità) e il lampo. Gli animali a lui sacri sono l'aquila e il toro. Il suo corrispondente romano è Giove, anch'egli capo supremo degli altri dèi. |
Divinità ctonie
[modifica | modifica wikitesto]| Nome | Divinità | Descrizione |
|---|---|---|
| Ade (ᾍδης, Hā́dēs) / Plutone | Re del mondo sotterraneo, dei morti, del rimorso e del rancore. Sua moglie è Persefone. I suoi simboli o attributi sono lo scettro, il trono, un vaso (un cantaro o una patera), l'elmo ricevuto in dono dai ciclopi con il dono dell'invisibilità nelle ombre, una pelliccia di lupo e il cane a tre teste Cerbero. Animali a lui sacri sono il lupo, il serpente e il gufo. Era uno dei tre figli di Crono e Rea che, nella spartizione dei tre regni fra i tre fratelli (Poseidone, Zeus e Ade), ottenne quello degli inferi. Come divinità ctonia, comunque, il suo posto nell'Olimpo è ambiguo. Secondo la maggior parte delle tradizioni Zeus gli vietò l'accesso sull'Olimpo infatti non uno dei 12 Olimpi. Nelle religioni misteriche e nella letteratura ateniese appare con il nome di Plutone (Πλούτων, "il ricco"), e il nome Ade o Averno è dato al suo regno. I romani lo tradussero infatti come Plutone o anche Dis Pater (Dite). | |
| Persefone (Περσεφόνη, Persephónē) / Proserpina | Figlia di Zeus e di Demetra, Persefone è la sposa di Ade e regina degli Inferi. Il suo mito principale, narrato per la prima volta nell’Inno omerico a Demetra (VII–VI secolo a.C.), racconta che fu rapita da Ade mentre si intratteneva in un prato e condotta nel mondo sotterraneo. Zeus ne ordinò la restituzione, ma durante la sua permanenza Persefone aveva consumato alcuni chicchi di melograno, circostanza che la vincolò a trascorrere da allora una parte dell’anno negli Inferi. Nel culto religioso, Persefone era frequentemente associata alla madre Demetra, e le due divinità venivano onorate insieme durante le Tesmoforie e nei Misteri eleusini. In alcune località, tuttavia, Persefone era venerata anche in stretta connessione con il consorte Ade. In ambito mitologico, Persefone compare inoltre nel ruolo di sovrana degli Inferi, un regno sul quale esercita un controllo significativo. Le fonti la descrivono talvolta come benevola verso alcuni mortali, tra cui Eracle e Sisifo, offrendo loro aiuto o intercessione durante la permanenza nel mondo dei morti.[1] |
Divinità ctonie minori
[modifica | modifica wikitesto]| Nome | Descrizione |
|---|---|
| Anfiarao (Ἀμφιάραος, Amphiárāos) | Eroe e indovino argivo, uno dei protagonisti della guerra dei Sette contro Tebe. Dopo la morte fu inghiottito dalla terra e divenne una divinità ctonia e uno spirito oracolare, venerato in vari santuari del mondo greco. |
| Ascalafo (Ἀσκάλαφος, Askálaphos) | Figlio di Acheronte e di Gorgira o Orfne, custode dei frutteti dell'aldilà. Secondo il mito rivelò che Persefone aveva mangiato i chicchi di melograno e per questo fu trasformato in geco da Demetra. |
| Cerbero (Κέρβερος, Kérberos) | Cane mostruoso a tre teste incaricato di sorvegliare l'ingresso degli Inferi, impedendo ai morti di uscirne e ai vivi di entrarvi senza autorizzazione. |
| Caronte (Χάρων, Chárōn) | Traghettatore delle anime dei defunti attraverso i fiumi dell'oltretomba, in particolare l'Acheronte o lo Stige, in cambio di un obolo. |
| Ecate (Ἑκάτη, Hekátē) | Dea della magia, degli incroci, della stregoneria, della notte, della luna, dei fantasmi e della necromanzia. Fortemente associata al mondo sotterraneo e al culto dei morti. |
| Empusa (Ἔμπουσα, Émpūsa) | Mostro femminile al seguito di Ecate, raffigurato con capelli fiammeggianti e arti diseguali, una gamba di bronzo e una di capra. |
| Erebo (Ἔρεβος, Érebos) | Divinità primordiale dell'oscurità profonda, personificazione delle tenebre che avvolgono il mondo sotterraneo e il centro della Terra. |
| Eaco (Αἰακός, Aiakós) | Giudice dei morti e custode delle chiavi dell'Ade; giudicava le anime di provenienza europea. |
| Minosse (Μίνως, Mínōs) | Già re di Creta in vita, divenne giudice dei morti nell'oltretomba, con il compito di pronunciare il giudizio finale. |
| Radamanto (Ῥαδάμανθυς, Rhadámanthys) | Giudice infernale incaricato di interrogare le anime e di giudicare quelle di provenienza asiatica. |
| Trittolemo (Τριπτόλεμος, Triptólemos) | Eroe allevato da Demetra, al quale la dea insegnò l'agricoltura; in alcune tradizioni divenne giudice dei morti. |
| Ceutonimo (Κευθόνυμος, Keuthónymos) | Spirito ctonio dell'aldilà, associato alle profondità della terra e padre di Menezio. |
| Lamia (Λάμια, Lámia) | Demone femminile o gruppo di spiriti vampirici, talvolta descritti come figlie o serve di Ecate, noti per divorare o succhiare il sangue dei bambini. |
| Leuce (Λεύκη, Lèukē) | Ninfa oceanina e amante di Ade, trasformata dopo la morte in un pioppo bianco nei Campi Elisi. |
| Macaria (Μακαρία, Makaríā) | Figlia di Ade, personificazione della morte beata e della felicità ultraterrena. |
| Melinoe (Μελινόη, Melinóē) | Ninfa ctonia, figlia di Persefone e di Ade, associata ai fantasmi e alle offerte agli spiriti dei morti. |
| Menezio (Μενοίτης, Menòitēs) | Custode e pastore degli allevamenti dell'Ade, incaricato della sorveglianza delle mandrie sacre. |
| Mormò (Μορμώ, Mormṑ) | Demone femminile al servizio di Ecate, noto per spaventare o divorare i bambini, figura tipica dell'orrore notturno. |
| Tanato (Θάνατος, Thánatos) | Personificazione della morte e ministro di Ade, incaricato di accompagnare le anime nel mondo dei morti. |
| Tartaro (Τάρταρος, Tártaros) | Divinità primordiale e personificazione dell'abisso più profondo dell'Ade, prigione dei nemici degli dèi. |
Fiumi infernali
[modifica | modifica wikitesto]Il regno dei morti era attraversato da cinque fiumi infernali, ciascuno dotato di un significato simbolico specifico.
| Nome | Descrizione |
|---|---|
| Acheronte (Ἀχέρων, Akhérōn) | Figlio di Gea e padre di Ascalafo, avuto da Orfne o Gorgira. Rappresenta il fiume del dolore e dell'afflizione, uno dei principali corsi d'acqua dell'Ade. Secondo la tradizione, le anime dei defunti lo attraversavano con l'aiuto di Caronte. |
| Cocito (Κωκυτός, Kōkȳtós) | Figlio di Oceano e Teti. Fiume del lamento e del pianto, alimentato dalle lacrime dei dannati. In alcune fonti è descritto come un ramo dell'Acheronte. |
| Flegetonte (Φλεγέθων, Phlegéthōn) | Figlio di Oceano e Teti. Fiume di fuoco o di fiamme ardenti, associato alle punizioni più severe inflitte ai dannati nell'oltretomba. |
| Lete (Λήθη, Lḕthē) | Figlia di Eris e talvolta considerata la madre di Dioniso o delle Cariti.[2] Fiume dell'oblio, le cui acque facevano dimenticare ai morti la vita terrena. Nelle dottrine orfiche e pitagoriche era legato al ciclo delle reincarnazioni. |
| Stige (Στύξ, Stýx) | Figlia di Oceano e Teti, la più anziana delle Oceanine, moglie di Pallante, dal quale ha avuto Zelo, Nice, Crato e Bia. Fiume sacro e terribile dell'oltretomba, sul quale gli dèi giuravano giuramenti inviolabili. Le sue acque erano considerate mortali e invincibili. |
Erinni
[modifica | modifica wikitesto]Le Erinni sono dee ctonie della vendetta e della punizione dei crimini, in particolare dei delitti familiari. Sono note nella tradizione romana come Furie.
Nella Teogonia di Esiodo, le Erinni nascono dalle gocce di sangue di Urano che caddero su Gea dopo che Crono evirò suo padre. Da quel sangue nacquero inoltre i Giganti e le ninfe Meliadi. In altre tradizioni, specialmente nell'opera tragica Orestea di Eschilo, le Erinni sono figlie di Notte.
| Nome | Descrizione |
|---|---|
| Aletto (Ἀληκτώ, Alēktṑ) / Furrina | Personificazione dell'ira incessante e della vendetta che non conosce riposo. |
| Megera (Μέγαιρα, Mégaira) | Associata all'invidia, al rancore e alla gelosia distruttiva. |
| Tisifone (Τισιφόνη, Tisiphónē) | Incaricata in particolare di punire gli omicidi e i crimini di sangue. |
Divinità primigenie o primordiali
[modifica | modifica wikitesto]| Nome | Descrizione |
|---|---|
| Acli (Ἀχλύς, Achlýs) | Dea dei veleni e personificazione della tristezza. |
| Caos (Χάος, Cháos) | Divinità primordiale dal quale ebbero origine le prime entità cosmiche. Rappresenta il vuoto iniziale e l’abisso primigenio da cui emersero gli elementi dell’universo. |
| Emera (Ἡμέρα, Hēmérā) | Figlia di Notte e Erebo. Personificazione del giorno, rappresenta la luce che avanza dopo l’oscurità della notte. |
| Eone (Αἰών, Aiṑn) | Secondo alcune tradizioni figlio di Caos o di Erebo e Notte. Divinità del tempo eterno e delle epoche, associato all’aspetto ciclico e infinito del tempo. |
| Erebo (Ἔρεβος, Érebos) | Figlio di Caos e fratello di Notte. Divinità primordiale delle tenebre profonde, che permeano il mondo sotterraneo e la notte profonda. |
| Eros (Ἔρως, Érōs) | Secondo Esiodo figlio di Caos. Dio primordiale dell’amore e della forza generatrice, responsabile della procreazione e dell’unità degli esseri. |
| Etere (Αἰθήρ, Aithḕr) | Figlio di Erebo e Notte. Personificazione dell’aria superiore e della luce celeste che riempie lo spazio sopra la Terra. |
| Gea (Γῆ, Ghḕ o Γαῖα, Gàia) | Dea della Terra e madre di molte altre divinità e creature, fonte di fertilità e stabilità del mondo naturale. |
| Notte (Νύξ, Nýx) | Figlia di Caos. Dea della notte, madre di numerose divinità ctonie e del destino come Ipno e Tanato. |
| Ponto (Πόντος, Póntos) | Figlio di Gea e sposo di Talassa. Divinità primordiale del mare profondo e oscuro, rappresenta le acque salate e gli abissi marini. |
| Talassa (Θάλασσα, Thálassa) | Secondo alcune tradizioni figlia di Gea o nata dall’unione della Terra con il mare, sposa di Ponto. Personificazione del mare e delle sue acque. |
| Tartaro (Τάρταρος, Tártaros) | Figlio di Caos. Divinità primordiale dell’abisso infernale, parte più profonda e oscura del mondo sotterraneo, prigione degli avversari degli dèi. |
| Urano (Οὐρανός, Ūrānós) | Figlio di Gea nella tradizione esiodea e suo consorte. Dio del cielo stellato, padre dei Titani e molte altre entità divine. |
Divinità primordiali orfiche
[modifica | modifica wikitesto]| Nome | Descrizione |
|---|---|
| Ananke (Ἀνάγκη, Anánkē) | Secondo la tradizione orfica, nata dal Caos primordiale o come forza autonoma. Personificazione della necessità e del destino inevitabile, spesso associata al ciclo della vita e della morte. |
| Chronos (Χρόνος, Khrónos) | Divinità primordiale del tempo eterno, spesso confuso con il titano Crono. Secondo alcune fonti generato da Caos, rappresenta il tempo ciclico e infinito. |
| Fanes (Φάνης, Phánēs) | Divinità della luce primordiale e della creazione, talvolta considerato figlio di Caos o di Notte. Genera il cosmo e tutte le creature viventi. |
| Idro (Ὕδωρ, Hýdōr) | Personificazione primordiale dell'acqua dolce, spesso figlio di Gea e Caos. |
| Tesi (Θέσις, Thésis) | Divinità o principio primordiale della disposizione e dell’ordine cosmico. Secondo la tradizione orfica, figlia o emanazione di Phanes, incaricata di organizzare il cosmo emergente. |
Divinità acquatiche
[modifica | modifica wikitesto]- Acheloo (Ἀχελῷος), dio dell'omonimo fiume greco.
- Archilo, divinità marina a forma di squalo.
- Anfitrite (Ἀμφιτρίτη), dea del mare e moglie di Poseidone.
- Arpie (Ἁρπυῖαι), spiriti alati che comandano i colpi di vento e le folate improvvise:
- Bentesicima (Βενθεσικύμη), figlia di Poseidone, residente in Etiopia.
- Brizo (Βριζώ), dea dei sogni dei marinai, dava suggerimenti sulla navigazione e sulla pesca.
- Ceto (Κητώ), dea dei pericoli marini.
- Cariddi (Χάρυβδις), mostro marino dei vortici e delle correnti.
- Cimopolea (Κυμοπόλεια), dea minore delle tempeste marine violente, figlia di Poseidone, sposò il gigante Briareo.
- Delfino (Δέλφιν), dio dei delfini dell'aspetto omonimo, Poseidone lo mise in cielo a fare la costellazione omonima, per premiarlo di aver convinto Anfitrite a cedergli.
- Egeone (Αἰγαίων), dio dei mari violenti alleato dei titani.
- Forco (Φόρκυς), dio delle forze nascoste e dei pericoli del mare.
- Galene (Γαλήνη), dea del mare calmo.
- Glauco (Γλαῦκος), pescatore divenuto divinità per sortilegio.
- Gorgoni (Γοργόνες), creature marine, figlie dei summenzionati Forco e Ceto.
- Graie (Γραῖαι), spiriti marini che personificano la schiuma del mare, in tre condividevano un occhio e un dente:
- Idro (Ὕδρος), dio primordiale delle acque.
- Idotea (Εἰδοθέα), profetica ninfa marina, figlia di Proteo.
- Ippocampo (ἱππόκαμπος), cavalli del mare, metà pesci, nel corteo di Posidone.
- Ittiocentauri (Ἰχθυοκένταυροι), due fratelli centauri marini:
- Bito (Βύθος), profondità del mare;
- Afro (Ἄφρος), schiuma del mare.
- Carcino (Καρκίνος), un granchio gigante che si alleò con l'Idra contro Eracle. Quando morì, Era lo mise in cielo a fare la costellazione del Cancro.
- Ladone (Λάδων), serpente di mare dalle cento teste che faceva la guardia ai confini occidentali del mare e all'isola delle mele d'oro delle Esperidi. Quando morì divenne la costellazione di Dragone.
- Leucotea (Λευκοθέα), dea del mare che aiutava i marinai in difficoltà.
- Naiadi (Ναϊάδες), ninfe delle acque correnti:
- Creniadi (Κρηναῖαι), naiadi delle fontane:
- Aganippe (Ἀγανίππη), naiade vicino a Tespie, in Beozia, alla base del monte Elicona;
- Appia, più propriamente della mitologia romana, naiadi associate secondo Ovidio a una fontana nel Foro di Cesare;
- Mirtoessa (Μυρτώεσσα), una delle nutrici di Zeus in Arcadia;
- Sitnidi (Νύμφαι Σίθνιδες), gruppo di naiadi associate a un acquedotto in Megara.
- Eleadi (Ἒλειάδες), naiadi delle paludi.
- Limniadi, naiadi dei laghi:
- Pegee (Πηγαῖαι), ninfe delle sorgenti e delle cascate:
- Albunea, ninfa della mitologia romana, poi identificata con la Sibilla tiburtina che annunciò la nascita di Cristo;
- Alessiroe (Ἀλεξιρόη), ninfa figlia del fiume Granico (Γράνικος) sul Monte Ida, sacro a Cibele, nella Troade. Di lei si innamorò Priamo.
- Anigridi (Νύμφαι Ἀνίγριδες), figlie del fiume Anigro sul Monte Menta, dove si curavano le malattie della pelle;
- Archidemia o Aretusa (Ἀρέθουσα), dove nasce la fonte omonima;
- Arpina (Ἅρπινα), collegata a Pisa;
- Castalia (Κασταλία) o Cassotide (Κασσωτίς);
- Cometo (Κομαιθώ), figlia del fiume Cidno;
- Coricie o Tia (Θυία), tre ninfe sorelle sul Parnaso:
- Cleodora (Κλεoδώρα), nota per i suoi doni;
- Dafni (Δάφνις), del lauro;
- Melaina (Μελαίνη), la nera.
- Ciane (Κυανῆ);
- Cirtoniane (Νύμφαι Κυρτωνίαι), ninfe locali della città di Cirtone (Κυρτώνη), in Beozia;
- Deliadi (Νύμφαι Δηλίαδες), figlie di Inopo (Ἴνωπός), dio del fiume omonimo sull'isola di Delo;
- Dirce (Δίρκη), nata donna e trasformata in naiade dopo la morte;
- Gargafia (Γαργαφία) o Platea (Πλαταῖα), una delle figlie del fiume Asopo;
- Agno (Ἅγνω), nutrice di Zeus bambino;
- Imerie, naiadi ricordate da Pindaro;
- Inachidi (Νύμφαι Ἰνάχιδες), figlie del fiume Inaco (Ἴναχος):
- Ionidi (Νύμφαι Ἰώνιδες), naiadi:
- Callifea (Καλλιφίεια);
- Iasi (Ἴασις);
- Pegaea (Πηγαῖα);
- Sinallassi (Συνάλλασις), della riconciliazione.
- Ismene (Ἰσμήνη);
- Itachesi (Νύμφαι Ἰθακίαι), naiadi nelle caverne sacre di Itaca;
- Langia (Λαγγία), ricordata dalla Tebaide di Stazio;
- Libetridi (Νύμφαι Λιβήθριδες), naiadi, tra cui:
- Libetria (Λιβηθρίας);
- Petra (Πέτρα);
- Limnee (Λιμναία), naiade del fiume indiano Gange, e madre di Ati;
- Magea, naiade siciliana;
- Milichie, naiade siciliana;
- Metope (Μετώπη), figlia di Ladone e moglie di Asopo;
- Misiane (Νύμφαι Μυσίαι), naiadi del lago Ascanio in Bitinia. Furono responsabili del rapimento di Ila:
- Euneica o Eunica;
- Mali;
- Nicheia;
- Ortigia (Ὀρτυγία), naiade o naiadi delle sorgenti dell'Isola di Ortigia, vicino a Siracusa;
- Nana (Νάνα), naiade del fiume turco Sakarya;
- Pegasi (Πήγασις), figlia del fiume Grenico;
- Pirene (Πειρήνη);
- Farmacia (Φαρμάκεια), ninfa di una sorgente velenosa in Attica e compagna di giochi di Orizia;
- Psani, naiade di una sorgente in Arcadia;
- Rindacidi (Νύμφαι Ῥυνδάκιδες), figlie del fiume Rindaco, in Anatolia;
- Salmace (Σαλμακίς), ninfa innamorata di Ermafrodito;
- Spercheidi (Νύμφαι Σπερχεῖδες), figlie del fiume Spercheo (Σπερχειός), in Tessaglia;
- Strofia (Στροφία), sorgente del Monte Citerone, vicino a Tebe, raramente personificata in una ninfa (per esempio in Callimaco);
- Telpusa (Θέλπουσα) o Telfusa (Τέλφουσα), figlia del fiume Ladone;
- Temeniti, naiade siciliana ricordata da Plinio.
- Potamidi (Ποταμηίδες), ninfe dei fumi.
- Creniadi (Κρηναῖαι), naiadi delle fontane:
- Nereidi (Νηρηίδες), ninfe di mare, figlie di Nereo e Doride, erano 50 ma i loro nomi ricordati sono di più e comprendono:
- Actea (Ἀκταία) o Attea (Ἀκταίη), abitatrice della riva;
- Agave (Ἀγαυή), l'illustre, da non confondere con Agave che uccise il proprio figlio Penteo;
- Alie (Ἁλίη) dagli occhi grandi;
- Alimede (Ἀλιμήδη), ninfa gentile del Mar Mediterraneo;
- Amateia (Ἀμάθεια), dai bei riccioli, ricordata da Omero;
- Amphinome (Ἀμφινόμη) o Anfitoe (Ἀμφιθόη), che si muove dolcemente;
- Anfitrite (Ἀμφιτρίτη), dai capelli neri;
- Apseude (Ἀψευδής);
- Aretusa (Ἀρετοῦσα), poi trasformata in fontana;
- Autonoe (Αὐτονόη), l'autonoma nel pensiero;
- Callianassa (Καλλιάνασσα), la regina amata;
- Callianira (Καλλιάνειρα);
- Calipso (Καλυψώ), la concepita;
- Ceto (Κητώ);
- Cidippe (Κυδίππη);
- Cimatolege (Κυματολήγη), colei che calma l'onda;
- Cimo (Κυμώ), l'onda;
- Cimodoce o Cimodocea (Κυμοδόκη), che raccoglie l'onda;
- Cimotoe (Κυμοθόη), delle onde in corsa;
- Clio (Κλειώ);
- Climene (Κλυμένη), della fama;
- Cranto o Crato (Κρατόη);
- Creneide;
- Deiopeia;
- Dero (Δηρώ);
- Dessamene (Δεξαμένη), la cui mano destra è forte;
- Dinamene (Δυναμένη);
- Dione (Διώνη);
- Doride (Δωρίς);
- Doto (Δωτώ);
- Drimo (Δρυμός);
- Dinamene (Δυναμένη);
- Efire o Efira (Ἔφυρα), della città omonima in Tesprozia;
- Eione (Ἠιόνη), delle spiagge sottili;
- Erato (Ἐρατώ), l'amorevole;
- Euagore (Εὐαγόρη), che assembla i banchi di pesci;
- Euarne o Evarne (Εὐάρνη), la ben partorita;
- Eucrante (Εὐκράντη), a protezione dei viaggi dei pesci;
- Eudore (Εὐδώρη), dai bei doni;
- Eulimene (Εὐλιμήνη), dei buon ritorni al rifugio o al porto;
- Eumolpe (Εὔμολπος), dal bel canto;
- Eunice (Εὐνίκη), la vittoriosa;
- Eupompe (Εὐπόμπη), della bella processione;
- Euridice (Εὐρυδίκη);
- Evagore o Euagora (Εὐαγόρη);
- Ferusa (Φέρουσα), la trasportatrice;
- Fillodoce, ricordata da Igino;
- Galene (Γαλήνη), dei mari calmi;
- Galatea (Γαλάτεια), la gloriosa, dalla spuma bianca;
- Glauce (Γλαυκή), delle acque blu-grigie;
- Glauconome (Γλαυκονόμη);
- Iaera (Ἴαιρα);
- Ianassa (Ἰάνασσα);
- Ianira (Ἰάνειρα);
- Ifianassa (Ἰάνασσα);
- Ione;
- Ipponoe (Ἱππονόη) o Ippotoe (Ἱπποθόη);
- Laomedea (Λαομέδεια), a capo degli affollamenti;
- Leagore o Leiagore (Ληαγόρη), che unisce i pesci in banchi;
- Leucotoe (Λευκοθέα);
- Licoreia (Λυκωριάς);
- Ligea o Ligeia;
- Limnoreia o Limnoria (Λιμνώρεια), delle paludi salmastri;
- Lisianassa (Λυσιάνασσα), delle consegne regali;
- Marea o Mera o Maira (Μαῖρα);
- Melite (Nereidi) (Μελίτη), dei mari calmi;
- Menippe (Μενίππη), dei cavalloni d'onde;
- Nausitoe (Ναυσιθόη), delle navi veloci;
- Neera (Νέαιρα) o Neaira o Nerea (Νηρεας);
- Nemerte (Νημερτής), la più saggia delle sorelle, dai consigli giusti ma non ascoltati;
- Neomeride;
- Nesea (Νησαίη) o Neso (Νησώ), delle isole;
- Opi (Οὖπις);
- Orizia (Ὠρείθυια), del mare mosso, da non confondere con Orizia;
- Panopea (Πανόπεια) o Panope (Πανόπη) o Pinope o Panopeia, del bel panorama di mare;
- Pasitea (Πασιθέη), divina in tutto;
- Plessaure, delle brezze cangianti;
- Ploto (Πλωτώ), la navigante;
- Polinoe o Polinome (Πουλυνόη), dai molti pascoli e dalla mente ricca;
- Pontomedusa (Ποντομέδουσα), nereide regina;
- Pontoporea (Ποντοπόρεια), che attraversa il mare;
- Pronoe (Προνόη), previdente;
- Proto (Πρωτώ), dei primi viaggi;
- Protomedea (Πρωτομέδεια), prima regina;
- Psamate (Πσαμάθη o Ψαμάθη), dea delle spiagge bianche;
- Sao (Σαώ), dei passaggi salvi;
- Speo o Speio o Spio (Σπειώ), delle grotte marine;
- Temisto (Θεμιστώ), delle leggi abitudinarie in mare;
- Talia (Θαλίη) o Talia (θάλεια), del mare in florescenza;
- Teti (Θέτις), a capo delle nereidi, presidiava sulla riproduzione marina, madre di Achille;
- Toe (Θόη), dei movimenti d'onda.
- Nereo (Νηρέας), il vecchio del mare, dio dell'abbondanza di pesca.
- Nerito (Νερίτης), spirito del mare, trasformato in conchiglia da Afrodite.
- Oceanine (Ὠκεανίδες), figlie del titano Oceano e di Teti, sorelle dei tremila fiumi-dèi detti Potamoi (Ποταμοί). Esiodo dice che sono tremila ma ne nomina 41, mentre Igino ne nomina altre 17 (e 17 fiumi). Alcune portano lo stesso nome di naiadi, nereidi, muse o ninfe boschive:
- Acaste (Ἀκάστη), che raccoglie fiori selvatici;
- Admete (Ἀδμήτη);
- Amaltea (Ἀμάλθεια);
- Anfiro, (Ἀμφίρω) circondante;
- Anchiroe (Ἀγχιρόη);
- Argia (Ἀργία);
- Artemidee (Νύμφαι Ἀρτεμίσιαι), gruppo di sei più giovani, assistenti di Artemide:
- Crocale (Κροκάλη), sua parrucchiera;
- Iale (Ὑάλη), come il cristallo, lamentosa;
- Nefele (Νεφέλη), delle nuvole, verginea;
- Fiala (Φιάλη), sua profumiera;
- Pseca (Ψέκας), come la pioggia;
- Ranide (Ῥανίς), come una goccia.
- Asia (Ἀσία), sorella di Europa;
- Asterodia (Ἀστεροδεία);
- Asteope, che fondò Agrigento;
- Beroe (Βερόη) o Beirut (Βηρυτός), della città omonima, in Fenicia;
- Bolbe (Βόλβη), bellissima;
- Calipso (Καλυψώ), colei che nasconde;
- Calliroe (Καλλιρόη), madre di Gerione;
- Camarina (Καμάρινα), nell'omonima colonia greca in Sicilia;
- Cafira (Κάφειρα), sull'isola di Rodi;
- Cercei (Κέρκηις), dalla bella figura;
- Ceto (Κητώ);
- Cleodora (Κλεόδωρα);
- Climene (Κλυμένη);
- Clio (Κλειώ), da non confondersi con l'omonima musa;
- Clizia (Κλυτία);
- Criseide (Χρυσηΐς);
- Daira o Daeira (Δάειρα), colei che sa, madre della città di Eleusi (Ἐλευσίς);
- Dione (Διώνη), l'amabile;
- Dodone (Δωδώνη), associata a un pozzo della città di Dodona;
- Doride, che dà giovamento all'uomo, madre delle Nereidi e di Nerito;
- Idia o Idua (Εἴδυια o Ἴδυια), la più giovane, madre di Medea e Apsirto;
- Elettra (Ἠλέκτρη), il cui nome indica lo zampillare dell'acqua, moglie di Taumante, con cui generò le Arpie e Iride;
- Efira (Ἔφυρα);
- Etra (Αἴθρα);
- Evagori (Εὐαγόρεις);
- Eudora, che dà buoni doni all'uomo;
- Eurinome (Εὐρυνόμη);
- Europa (Εὐρώπα) o Europe (Εὐρώπη), sorella di Asia;
- Galassaure (Γαλαξαύρη), la cui fonte è bianca come latte;
- Esione (Ἡσιόνη), probabilmente la stessa chiamata Pronoia;
- Ippo (Ἵππω)
- Iache (Ἰάχη), dalle esplosioni di gioia;
- Ianira (Ἰάνειρα), incantatrice;
- Iante (Ἰάνθη), il cui nome indica il colore violetto delle nuvole cariche di pioggia;
- Itome (Ἰθώμη), nutrice di Zeus da piccolo, lo ha lavato con Neda in un pozzo;
- Leuce (Λεύκη)
- Leucippe (Λευκίππη);
- Lisitea (Λυσιθέα);
- Melia (Μέλια), sorella di Caanto;
- Melibea (Μελίβοια);
- Melite, fondante Malta;
- Melobosi (Μηλόβοσις), dove si abbeveravano le greggi;
- Menesto (Μενεσθώ), forte e veloce;
- Merope (Μερόπη);
- Meti (Μῆτις), prima sposa di Zeus;
- Mopsopia (Μόψοπια);
- Mirtoessa (Μυρτώεσσα), nutrice di Zeus;
- Neda o Nede, nutrice di Zeus, lo lavava con Itome;
- Nemesi (Νέμεσις), ridistributrice di giustizia per delitti impuniti o irrisolti;
- Ocirroe (Ὠκυρρόη) o Ociroe;
- Enoe (Οἰνόη), nutrice di Zeus;
- Ozomene (Ὀζομένη);
- Pasitoe (Πασιθόη);
- Persuasione (Πειθώ);
- Peribea (Περίβοια), circondata da bestiame;
- Perseide (Περσηΐς), madre di Circe;
- Petrea (Πετραίη), fonte amabile delle rocce;
- Feno (Φαίνω);
- Filira (Φιλύρα);
- Frissa;
- Pleaxure, il cui zampillo fende l'aria;
- Pleione (Πληιόνη), madre delle Pleiadi e dea delle lumache;
- Pluto (Πλουτώ), in salute;
- Polidora (Πολυδώρη), bella fonte che dà molti doni all'uomo, da non confondersi con Polidoro;
- Polife (Πολύφη);
- Polisso o Polisso (Πολυξώ);
- Primno (Πρυμνώ), ninfa delle acque profonde e dei pozzi;
- Pronoia, probabilmente la stessa chiamata Esione;
- Rodope (Ῥοδόπη), dal viso rosa;
- Rodia (Ῥόδεια), fonte delle rose;
- Stige (Στύξ), la più illustre e odiata di tutte;
- Stilbe (Στίλβη);
- Telesto (Τελεστώ), dal peplo di croco (ovvero tinto di giallo zafferano);
- Tisoa (Θεισόα);
- Tiche (Τύχη);
- Toe (Θόη), la veloce;
- Urania (Οὐρανίη), divina;
- Xante (Ξάνθη) o Xantho;
- Zeuso (Ζευξώ).

- Oceano (Ὠκεανός), Dio titano del fiume che circonda il mondo, fonte di tutte le acque.
- Palemone (Παλαίμων), conosciuto anche come Melicerte, giovane dio del mare, aiutava i marinai in difficoltà a tornare in porto, corrisponde al latino Portuno.
- Pegasidi (Πηγάσιδες), ninfe dei pozzi naturali, collegate a Pegaso.
- Ponto (Πόντος), dio primigenio del mare, padre dei pesci e di tutte le creature marine.
- Proteo (Πρωτεύς), vecchio dio oracolare del mare, mutaforme e pastore delle foche di Poseidone.
- Rodo, figlia di Poseidone, diede nome all'isola di Rodi.
- Scilla (Σκύλλα), dea marina mostruosa dello stretto di Messina.
- Sirene (Σειρῆνες), ninfe del mare che tentano i naviganti con i propri canti per farli naufragare:
- Aglaope (Αγλαόπη) o Aglaofono (Ἀγλαόφωνος) o Aglaofeme (Ἀγλαοφήμη), dalla voce incantatrice;
- Imerope (Ίμερόπη);
- Leucosia (Λευκοσία);
- Ligea (Λιγεία);
- Molpe (Μολπή);
- Partenope (Παρθενόπη);
- Peisinoe (Πεισινόη) o Peisithoe (Πεισιθόη);
- Raidne (Ῥαίδνη);
- Tele (Τέλης);
- Teltteria (Θελχτήρεια);
- Telsiope (Θελξιόπη) o Telsiepea (Θελξιέπεια), piacevole all'occhio.
- Telchini (Τελχῖνες), spiriti del mare che abitavano l'isola di Rodi e furono quasi tutti uccisi dagli dèi perché dediti alla magia nera:
- Atteo (Ἀκταῖος);
- Argirone (Ἀργυρών);
- Atabirio (Αταβύριος);
- Calcone (Χαλκών);
- Crisone (Χρυσών);
- Damone (Δάμων) o Demonatte (Δημώναξ);
- Damnameneo (Δαμναμενεύς);
- Dessitea (Δεξιθέα);
- Lico (Λύκος) o Litto (Λύκτος);
- Lisagora (Λυσαγόρας);
- Machelo (Μακελώ);
- Megalesio (Μεγαλήσιος);
- Mila (Μύλας);
- Nicone (Νίκων);
- Ormeno (Ὅρμενος);
- Simone (Σίμων);
- Schelmi (Σκελμίς).
- Teti (Τηθύς), dea dei titani, origine dall'acqua fresca, madre dei fiumi, delle sorgenti, dei ruscelli, delle fontane e delle nuvole.
- Talassa (Θάλασσα), dea primigenia del mare e moglie di Ponto.
- Taumante (Θαῦμας), dio delle meraviglie del mare.
- Toosa (Θόοσα), dea delle correnti e madre di Polifemo.
- Triteia (Τρίτεια), figlia di Tritone e madre con Ares di Melanippo.
- Tritone (Τρίτων), figlio di Poseidone, a capo anche di:
Divinità aeree e celesti
[modifica | modifica wikitesto]- Acheloide (Ἀχελωΐς), dea minore della luna, che «fa passare i dolori».
- Alectrona (Ἀλέκτρονα), dea solare del mattino e del risveglio, sorella degli Eliadi.
- Anemoi (Ἄνεμοι), dèi dei venti o loro personificazione:
- Borea (Βορέας), dio del vento freddo del nord (per i romani il Septentrio);
- Euro (Εὖρος), dio del vento dell'est (per i romani Subsolanus) o dall'est "sfortunato" (sud-est);
- Noto (Νότος), dio del vento del sud (per i romani Auster);
- Zefiro (Ζέφυρος), dio del vento dell'ovest (per i romani il Favonius);
- Anemoi Thyellai (Ἄνεμοι θύελλαι), spiriti dei venti di tempesta creati da Tifone:
- Apeliote (Ἀφηλιώτης), dio dei venti dell'est (quando Euro è considerato da sud-est) (per i romani Apeliotus o Vulturnus);
- Cacia (Κακíας), da nord-est (per i roman Caecius);
- Lipi (Λίψ), dio del vento da sud-ovest (per i romani Afer ventus o vento dall'Africa);
- Scirone (Σκείρων), dio del vento da nord-ovest (per i romani Caurus o Corus).
- Altri dèi di venti minori:
- Apartia (Ἀπαρκτίας), venti del nord diversi da Borea;
- Argeste (Ἀγέστης), venti dell'ovest o da nord-ovest (o altro nome per Skeiron);
- Circio (Κίρκιος) o Trascia (Θρασκίας), vento da nord-nord-ovest;
- Euronoto (Εὐρονότος), dio del vento da sud-est;
- Iapige (Ἰάπυξ), vento da nor-ovest (o altro nome di Skeiron);
- Libonoto (Λιβόνοτος), vento da sud-sud-ovest (per i romani Austro-Africus);
- Mese (Μέσες), altro nome di venti da nord-ovest;
- Olimpia (Ὀλυμπίας), probabilmente lo stesso di Skeiron o Argestes;
- Fenicia (Φοινίκας), altro nome dei venti di sud-est, specificamente provenienti dalla Fenicia.
- Apollo (Ἀπόλλων), dio olimpico del sole, della luce, della conoscenza, della musica, della cura e delle arti.
- Arche (Ἄρκη), messaggera dei titani e sorella gemella di Iride.
- Artemide (Ἄρτεμις), dea olimpica delle vergini, della luna, della natura, della caccia e degli animali selvatici.
- Astreo (Ἀστραῖος), dio titano delle stelle, dei pianeti e dell'arte dell'astrologia.
- Astra Planeti (Ἄστρα Πλανέτοι), dèi delle cinque stelle vaganti o pianeti:
- Aura (Αὖρα), dea titana dell'aria fresca del mattino.
- Aure (Αὖραι), ninfe della brezza e dei venticelli.
- Caos (Χάος), l'entità primigenia che contiene tutto ma essa è nulla, a volte rappresenta l'atmosfera che circonda la terra.
- Chione (Χιόνη), dea della neve, figlia di Borea.
- Eliadi (Ἡλιάδαι), figli di Elio e Rodo:
- Elio (Ἥλιος), dio titano del sole, guardiano dei giuramenti.
- Emera (Ἡμέρα), dea primigenia del giorno.
- Eolo (Αἴολος), dio dei venti.
- Eos (Ἠώς), dea titana dell'aurora.
- Eosforo (Ἑωσφόρος), personificazione della stella del mattino.
- Era (Ἧρα), Regina del Cielo in quanto moglie di Zeus e, in origine, Signora dei Venti; anche Dea della maternità e del parto, patrona delle donne e protettrice del matrimonio.
- Ersa (Ἒρση), dea della rugiada.
- Esperidi (Ἕσπερίδες), ninfe serali associate con la pioggia, figlie di Notte e rappresentate nella costellazione del Toro, variano da tre (più spesso) fino a sette:
- Egle (Αἴγλη), la radiante;
- Eritea (Ἐρύθεια) o Eriti (Ἐρύθεις), la rossa;
- Esperetusa (Ἑσπερέθουσα), dagli occhi di bue, a volte separate in:
- Esperia o Espera (Ἑσπέρα);
- Aretusa (Ἀρέθουσα).
- Altri nomi della tradizione per le esperidi:
- Aerica;
- Eope;
- Anteia (Ἀντεῖα);
- Asterope (Ἀστερόπη);
- Calipso (Καλυψώ);
- Crisotemi (Χρυσόθεμις);
- Donaci;
- Estia (Ἑστία);
- Ippolita (Ἱππολύτη);
- Igia (Ὑγίεια);
- Lipara (Λίπαρα);
- Mapsaura;
- Mermesa;
- Nelisa;
- Tara (Τάρα);
- Teti (Θέτις).
- Etere (Αἰθήρ), divinità primigenia del cielo.
- Iride (Ἴρις), dea dell'arcobaleno e dei messaggi divini.
- Nuvole (Νεφέλαι), ninfe delle nuvole.
- Notte (Νύξ), dea della notte.
- Pandia (Πανδία), figlia di Selene e Zeus.
- Fosforo (Φωσφόρος), personificazione della luce e del mattino.
- Pleiadi (Πλειάδες), dee delle omonime costellazioni:
- Selene (Σελήνη), dea titana della luna.
- Urano (Οὐρανός), dio primigenio dei cieli.
- Zeus (Ζεύς), dio dei cieli e del cielo, delle nuvole, dei tuoni e dei lampi.
Divinità silvestri
[modifica | modifica wikitesto]- Etna (Αἴτνη), dea del vulcano Etna.
- Anfizionide (Ἀμφικτυονίς), dee del vino e dell'amicizia tra i popoli, a volte apparizioni di Demetra.
- Antuse (Ἀνθοῦσαι), ninfe dei fiori, con i capelli che sembrano giacinti.
- Aristeo (Ἀρισταῖος), dio della pastorizia, della produzione di olive e formaggi, della coltivazione delle api e della caccia.
- Atti (Ἄττις), giovane dio della vegetazione e paredra di Cibele.
- Britomarti (Βριτόμαρτις), dee fanciulle della caccia, della rete per la pesca, dell'uccellagione e della caccia di piccola selvaggina.
- Cabiri (Κάβειροι), divinità semi-ctonie che presiedevano i misteri delle isole Lemno e Samotracia, associati alla madre Kabeiro (Καβειρώ), a volte identificata in Rea):
- Etneo (Αἰτναῖος);
- Alcone (Ἀλκών);
- Eurimedonte (Εὐρυμεδών);
- Onne (Ὄννης);
- Tonne (Τόννης).
- Centauri (Κένταυροι), razza di esseri mitologici metà-uomo e metà-cavallo:
- Abante;
- Agrio (Ἄγριος);
- Amico (Ἄμυκος);
- Ancio;
- Asbolo (Ἂσβολος), veggente;
- Astilio, dotato di arti magiche;
- Bienore (Βιήνωρ) o Bianore (Βιάνωρ);
- Cariclo (Χαρικλώ), moglie di Chirone;
- Chirone (Χείρων), il più anziano e più saggio dei centauri;
- Cillaro, bello e amato da Ilonome;
- Ditti(Δίκτυς), presente al matrimonio di Piritoo e nella lotta contro i Lapiti;
- Elato (Ἔλατος), ucciso da Eracle;
- Euritione (Ευρυτιων);
- Folo (Φόλος), ospitale e studioso di medicina;
- Ilonome, centauro donna, innamorata di Cillaro;
- Nesso (Νέσσος), traghettatore del fiume Eveno.
- Perimede (Περιμήδης), da non confondere con Perimede, compagno di Odisseo.
- Cibele (Κυβέλη), dea della natura associata con Rea e venerata come Grande Madre in Frigia.
- Clori (Χλωρίς), dea dei fiori, sposa di Zefiro e madre di Carpo.
- Como (Κόμος), dio della baldoria, della rivalità e del komos.
- Coribanti (Κορύβαντες o Κουρέτες, guardiani di Zeus sul Monte Ida, a volte identificati con i Cureti o i Dattili:
- Damneo (Δαμνεύς);
- Ideo (Ιδαίος);
- Cirba (Κύρβας);
- Ocitoo (Ὠκύθοος), che corre rapidamente;
- Primneo (Πρυμνεύς), delle aree basse;
- Pirrico (Πύρριχος), dio delle danze rustiche.
- Corimbo (Κόρυμβος), dio della frutta e dell'edera.
- Dattili (Δάκτυλοι), dèi minori rappresentanti le dieci dita delle due mani (cinque maschi e cinque femmine), tra i cui nomi si ricordano:
- Acmone (Ἀκμών), l'incudine;
- Acesida o Ida (Ἴδας), il mignolo;
- Chelmi (Κέλμις), il coltello, trasformato da Zeus in un diamante adamantino;
- Cilleno (Κύλληνος);
- Damnameneo (Δαμναμενεύς), il martello;
- Dela (Δήλας);
- Eonio o Peonio, il dito indice;
- Epimede (Ἐπιμήδης), il dito medio;
- Eracle (Ἡρακλῆς), il pollice, da non confondere con l'eroe Eracle;
- Giasio o Iasios (Ἰάσιος), l'anulare;
- Scite (Σκύθης);
- Tizia (Τιτίας) o Tizio (Τίτιος).
- Dioniso (Διόνυσος), dio del vino, delle orge e della vegetazione selvatica.
- Driadi (Δρυάδες), ninfe delle foreste e degli alberi:
- Amadriadi (Ἀμαδρυάδες), ninfe dei querceti o di altri alberi:
- Dafne, ninfe associate all'alloro, tra le quali:
- Altre driadi:
- Atlanteia e Febe, due delle molte mogli e concubine di Danao;
- Crisopeleia (Χρυσοπέλεια);
- Driope (Δρυόπη);
- Epimelidi (Ἐπιμελίδες) o Meliadi (Μηλίαδες), protettrici del melo;
- Epimelidi (Ἐπιμελίδες) o Ninfe Bucole (Νυμφαι Βουκολαι), ninfe della pastorizia e della transumanza, protettrici delle greggi di pecore e delle mandrie, a volte unite alle precedenti;
- Erato (Ἐρατώ), da non confondersi con la musa omonima. La driade era sacerdotessa e profetessa del dio Pan;
- Euridice, l'amata del cantore Orfeo;
- Penelope (Πηνελόπη) o Penelopeia, da non confondere con la moglie di Odisseo;
- Figalia;
- Piti (Πίτυς);
- Titorea.
- Efesto (Ἥφαιστος), dio della metallurgia.
- Ermes (Ἑρμῆς) o Hermes, dio del trasporto di animali, delle vie e delle pietre di confine, protettore dei ladri.
- Gaia (Γαῖα) o Gea (Γῆ), dea primigenia della terra e del pianeta Terra.
- Ecatero (Ἑκάτερος), dio minore della danza rurale detta hekateris, svolta muovendo velocemente le mani e per conseguenza protettori dei giochi e delle abilità delle mani.
- Iperboree (Νύμφαι Ὑπερβόρειοι), ninfe del tiro con l'arco:
- Ecaerge (Ἑκαέργη), rappresentante la distanza;
- Losso (Λοξώ), rappresentante la traiettoria;
- Upi (Οὖπις), rappresentante l'intenzione.
- Menadi (Μαινάδες), donne dedite alla frenesia per invasamento di Dioniso (dette anche Baccanti da Bacco):
- Meliadi (Μελίαι), ninfe del miele e del frassino.
- Menta (Μίνθη), ninfa del passaggio agli inferi, sul monte omonimo.
- Ore (Ὧραι o Ὧρες), le ore:
- Dee dell'ordine naturale:
- Dee della fioritura:
- Dee del benessere:
- Ferusa (Φέρουσα), dea della sostanza;
- Euporie (Εὐπορίη), dea dell'abbondanza;
- Ortosia (Ὀρθοσίη), dea della prosperità.
- Dee delle stagioni:
- Primavera (Εἶαρ);
- Estate (Θέρος);
- Autunno (Φθινόπωρον);
- Inverno (Χειμών).
- Dee delle porzioni naturali del tempo e della scansione del giorno:
- Auge (Αὐγή), prima luce del mattino;
- Anatole (Ἀνατολή) o Anatolia (Ανατολία), alba;
- Musica (Μουσική), ora del mattino dedicata alla musica o allo studio;
- Ginnastica (Γυμναστική) o Ginnasia (Γυμνασία), ora del mattino dedicata alla ginnastica e all'esercizio fisico;
- Ninfe (Νυμφή), ora del mattino dedicata al lavarsi;
- Mesembria (Μεσημβρία), mezzogiorno;
- Sponde (Σπονδή), ora delle libagioni pomeridiane;
- Elete, prima ora del lavoro pomeridiano, dedicata alla preghiera;
- Acte (Ἀκτή) o Cipride (Κυπρίς), ora pomeridiana del piacere e della nutrizione (riposo o merenda);
- Esperide (Έσπερίς), ora della sera;
- Disi (Δύσις), ora del tramonto;
- Arcto (Ἄρκτος), ora della notte stellata.
- Oreadi (Ὀρεάδες) o Orestiadi (Όρεστιάδες), ninfe delle montagne e delle valli, secondo il luogo che abitavano, tra queste:
- Aroanee, sul Monte Aroania;
- Calatonie, sul monte Calazio, in Messenia, tra cui:
- Claea.
- Cillenee, sul monte Cillene, tra cui:
- Cillene.
- Cisse, sul monte Cisso;
- Citeronee, sul monte Citerone, tra cui:
- Coricee, in una grotta del Parnaso, tra cui:
- Dittee, sul monte Ditte, tra cui:
- Idee, sul monte Ida, tra cui:
- Malie (Μαλιεῖς), sul monte Otri, tra cui:
- Otreide (Ὀθρηίς).
- Nomee, sul monte Nomia, in Arcadia, tra cui:
- Nomia (Νομία).
- Olonee, sul monte Erimanto o Olono (Ὠλονός);
- Peliadi, sul monte Pelio;
- Penteliche, sul monte Pentelico;
- Sinoe, sul monte Sinoe, in Arcadia, tra cui:
- Sinoe (Σινόη).
- Uri (Οὖροι), dèi primigeni delle montagne:
- Etna (Αἶτνα);
- Ato (Ἄθος);
- Elicone (Ἑλικών);
- Citerone (Κιθαιρών);
- Niso (Νῦσος);
- Olimpo (Ὄλυμπος), due dèi;
- Orio (Ὂρειος);
- Parne (Πάρνης);
- Tmolo (Τμῶλος).
- Palici (Παλικοί), coppia di divinità sicule (vicino a Palagonia), che presiedeva sorgenti termali e geyser.
- Pan (Πάν), dio dei pastori, della pastorizia e della fertilita.
- Potamidi (Ποταμίδες), altro nome delle ninfe acquatiche o naiadi.
- Potamoi (Ποταμοί), fiumi divinizzati o personificati, tra i molti dei quali:
- Acheloo (Ἀχέλους);
- Acheronte (Ἀχέρων), fiume dell'aflissione;
- Aci (Άκις);
- Alfeo (Ἀλφειός);
- Egeo (Αἰγαῖος);
- Esaro (Αἶσαρ), in Etruria;
- Aliacmone (Ἁλιάκμων);
- Anapo (Ἄναπος);
- Aras (Ἀράξης);
- Arno (Ἄρνος);
- Asopo (Ἄσωπος);
- Assio (Ἀξιός);
- Bricone (Βρύχων);
- Cladeo (Κλάδεος);
- Clitunno, più nella mitologia romana;
- Cocito (Kωκυτός), fiume dei lamenti;
- Crati (Κράτος), fiume della potenza;
- Crimiso o Crinisus, ricordato da Virgilio;
- Enipeo (Ἐνιπεύς);
- Eridano (Ἠριδανός);
- Erimanto (Ἑρύμανθος);
- Esepo (Ἀσωπός);
- Eufrate (Εὐφράτης);
- Eurota (Εὐρώτας);
- Eveno (Εὐηνός);
- Flegetonte (Φλεγέθων), fiume del fuoco;
- Gange (Γάγγης);
- Granico (Γρανικός);
- Evro (Ἒβρος);
- Ermo (Ἕρμος), in Anatolia;
- Idaspe (Ὑδάσπης);
- Lete (Λήθη), di genere femminile, fiume dell'oblio;
- Peneo (Πηνειός);
- Saona (Σόν);
- Scamandro (Σκάμανδρος);
- Simoenta (Σιμόεις);
- Stige (Στύξ), fiume degli inferi.
- Onocentauri (Ὀνοκένταυροι), figure tarde associate ai centauri ma con corpo di asino.
- Priapo (Πρίαπος), dio della fertilità e della forza sessuale maschile.
- Rea (Ῥέα), grande madre e regina delle montagne selvatiche.
- Satiri (Σάτυροι), spiriti rustici della fertilità:
- Ampelo (Ἄμπελος), giovane satiro amato da Dioniso;
- Argio (Ἄργιος), che assalì Amimone al fiume Lerna;
- Aristeo (Ἀρισταῖος), giovane pastore che coltivava erbe mediche e badava alle api;
- Cercopi (Κέρκοπες), due fratelli imbroglioni a sembianza di scimmie:
- Acmone (Ἀκμών);
- Passalo (Πάσσαλος).
- Cisso (Κίσσος), l'edera;
- Croto (Κρότος), grande cacciatore e musicista che teneva compagnia alle muse sul monte Elicona, si racconta che inventò l'applauso;
- Ermeidi (Σάτυροι Ἑρμεῖδες), messaggeri di Dioniso:
- Ferespondo (Φερέσπονδος);
- Lico (Λῦκος), il lupo;
- Pronomo (Πρόνομος), il nomade.
- Etiopi (Σάτυροι Αἰθιοπικοί), tribù violenta etiope lungo le coste del Nilo;
- Guerrieri di Dioniso contro gli Indiani, erano 14:
- Gemone (Γέμων);
- Ipsicero (Ὑπσικέρως);
- Lami (Λαμίς);
- Lenobio (Ληνόβιος);
- Licone (Λυκών);
- Napeo (Ναπαῖος);
- Estro (Οἶστρος);
- Oreste (Ὀρέστης);
- Petreo (Πετραῖος);
- Fereo (Φερεύς);
- Flegreo (Φλεγραῖος);
- Poimenio (Ποιμένιος);
- Scirto (Σκίρτος);
- Tiaso (Θίασος).
- Lemnio (Λέμνιος), sarito leggendario dell'isola di Lemno;
- Libici (Σάτυροι Λίβυες), tribù africana;
- Nesii (Σάτυροι Νέσιοι), tribù di satiri naviganti da una costa africana detta Satiride;
- Titiri (Τίτυροι), satiri che suonavano il flauto alla corte di Dioniso.
- Sileni (Σειληνοί), figli di Pan e di una ninfa, dall'aspetto di vecchi e associati alle danze intorno alla vendemmia e ai torchi del vino, a volte confusi con i satiri:
- Telete (Τελέτη), dea che iniziava alle orge, figlia di Dioniso e Nicea.
- Zagreo (Ζαγρεύς), prima incarnazione di Dioniso nei misteri orfici.
Divinità agresti
[modifica | modifica wikitesto]- Adone (mitologia) (Ἄδωνις), a ciclo di risurrezione;
- Afaia (Ἀφαῖα), dea minore dell'agricoltura e della fertilità;
- Carme (Κάρμη), spirito femminile cretese che presiedeva le feste dei raccolti;
- Carmanore (Καρμάνωρ), dio cretese della mietitura;
- Crisotemi (Χρυσόθεμις), dea prima vincitrice dei giochi pitici, cantando un inno ad Apollo;
- Ciamite (Κυαμίτης), dea minore dei legumi;
- Demetra (Δημήτηρ), dea dell'agricoltura, del grano, della fertilità e dei raccolti;
- Despina (Δεσποίνη) o Kore, dea dei misteri di Arcadia, figlia di Poseidone e Demetra;
- Dioniso (Διόνυσος), dio della viticoltura e del vino;
- Eunosto (Εὔνοστος), dea del mulino e della farina;
- Estia (Ἑστία), dea domestica e del focolare, presiedeva alla cottura del pane e all'alimentazione umana;
- Persefone (Περσεφόνη), regina dell'aldilà, dea delle sorgenti d'acqua;
- Filomelo (Φιλόμελος), semidio mitico inventore del carro e dell'aratro;
- Pluto (Πλοῦτος), dio dell'abbondanza agricola, figlio di Demetra;
- Trittolemo (Τριπτόλεμος), dio dell'allevamento e dell'agricoltura, si dice che li portò in Grecia.
Divinità sanatrici
[modifica | modifica wikitesto]- Apollo, dio della cura e della medicina, e suo figlio:
- Asclepio (Ἀσκληπιός), dio degli infermi, e le sue figlie:
- Acheso (Ἀκεσώ), dea della guarigione delle ferite e della cura delle malattie;
- Egle (Αἴγλη), dea della buona salute;
- Epione (Ἠπιόνη), dea lenitiva del dolore;
- Igea (Ὑγεία), dea della pulizia e della derivante buona salute;
- Iaso (Ἰασώ), dea delle cure, dei rimedi e dei modi in cui curare;
- Panacea (Πανάκεια), dea della guarigione per mezzo dell'erboristeria.
- Macaone (Μαχάων), semi-dio medico leggendario che curò Menelao;
- Podalirio (Ποδαλείριος), semi-dio medico leggendario, fratello del precedente, che curò la figlia di Dameto;
- Telesforo (Τελεσφόρος), semi-dio delle convalescenze.
- Asclepio (Ἀσκληπιός), dio degli infermi, e le sue figlie:
Altre divinità
[modifica | modifica wikitesto]- Acratopote (Ἀκρατοπότης), dio del vino non mescolato.
- Adrastea (Ἀδράστεια), figlia di Ares e Afrodite, o altro nome di Nemesi.
- Agdistis (Ἄγδιστις), divinità ermafrodita.
- Alessiare e Aniceto (Ἀλεξιάρης e Ἀνίκητος), figli gemelli di Eracle che difesero città fortificate, rendendole inconquistabili.
- Afrodito (Ἀφρόδιτος), corrispondente ermafrodita cipriota di Afrodite.
- Arione (Ἀρίων), cavallo immortale.
- Arpocrate (Ἁρποκράτης), dio del silenzio.
- Astrea (Ἀστραία), dea vergine della giustizia.
- Auxesia (Αὐξησία) e Damia (Δαμία), dee della fertilità in Argo.
- Ceraone (Κεράων), semi-dio del pasto, in particolare se mescolato con il vino.
- Criso (Χρύσος), spirito dell'oro.
- Circe (Κίρκη), dea-strega incantratrice.
- Demoni Ceramici (Δαίμονες Κεραμικοί), cinque spiriti malevolenti che rovinano i vasi agli artigiani:
- Sintribo (Σύντριβος), che frantuma;
- Smarago (Σμάραγος), che ammacca;
- Asbeto (Ἄσβετος), che brucia durante la cottura;
- Sabatte (Σαβάκτης), che distrugge;
- Omodamo (Ὠμόδαμος), che non cuoce abbastanza.
- Dipneo (Δειπνεύς), semi-dio della preparazione del pasto, in particolare del pane e delle cose cotte al forno.
- Eresione (Εἰρεσιώνη), personificazione del ramo d'olivo.
- Enialio (Ἐνυάλιος), dio minore della guerra.
- Ermafrodito (Ἑρμάφρόδιτος), dio degli ermafroditi e degli uomini effeminati.
- Eubuleo (Εὐβουλεύς), dio misterico dei misteri eleusini.
- Grazie o Cariti (Χάριτες), dee del fascino, della bellezza, della natura, della creatività umana e della fertilità:
- Aglaia (Ἀγλαΐα), dea della bellezza per ornamento, dello splendore e della gloria;
- Eufrosine (Εὐφροσύνη), dea della bellezza per buon umore, gioia, ilarità e allegria;
- Talia (Θάλεια), dea della bellezza festiva, delle celebrazioni, dei banchetti ricchi e lussuriosi;
- altre Grazie ricordate:
- Antea (Ἀνθεῖα), dei fiori e degli addobbi floreali;
- Auxo (Αὐξώ), la crescente;
- Calli (Καλλείς), la bellezza;
- Cleta (Κλήτα), l'invocata;
- Egemone (Ἡγεμόνη), colei che procede;
- Eudaimonia (Εὐδαιμονία), la felicità;
- Eutimia (Εὐθυμία), il buon umore;
- Faenna (Φαέννα), la lucente;
- Pasitea (Πασιθέα), del riposo e del rilassamento, moglie di Ipno;
- Paidia (Παιδία), del gioco e del diventimento;
- Pandaisia (Πανδαισία), del banchetto per tutti;
- Pannichi (Παννυχίς), della festa che dura tutta la notte.
- Icnea (Ἰχναῖα), dea dell'inseguimento.
- Ilizia (Εἰλείθυια), dea del parto.
- Imeneo (Ὑμέναιος), dio del matrimonio e delle festività per sposalizio.
- Ince (Ἰύνξ), dea del fascino amoroso.
- Mattone (Μάττων), semi-dio del pasto, in particolare della riuscita dell'impasto.
- Muse (Μοῦσαι), dee della musica, del canto, della danza, dell'ispirazione poetica (corrispondenti più o meno alle romane Camene):
- Muse titane, figlie di Urano e Gea:
- Muse olimpiche, figlie di Zeus e Mnemosyne:
- Calliope (Καλλιόπη), musa della poesia epica;
- Clio (Κλειώ), musa della storia;
- Euterpe (Εὐτέρπη), musa della musica e della poesia lirica;
- Erato (Ἐρατώ), musa della poesia corale;
- Melpomene (Μελπομένη), musa della tragedia teatrale;
- Polimnia (Πολυμνία o Πολύμνια), musa della poesia sacra;
- Tersicore (Τερψιχόρη), musa della danza e della lirica corale;
- Talia (Θάλεια), musa della commedia e della poesia bucolica;
- Urania (Οὐρανία), musa dell'astronomia;
- Muse successive, figlie di Apollo:
- Cefisso (Κεφισσώ);
- Apollonide (Ἀπολλωνίς);
- Boristenide (Βορυσθενίς).
- Ipate (Ὑπάτη), musa della corda superiore della lira;
- Mese (Μέση), musa della corda mediana della lira;
- Nete (Νήτη), musa della corda inferiore della lira.
- Polimatea (Πολυμάθεια), musa della conoscenza.
- Palestra (Παλαίστρα), dea della lotta libera.
- Rapso (Ῥαψώ), dea minore o ninfa il cui nome si riferisce all'atto di cucire.
Titani
[modifica | modifica wikitesto]Dodici Titani
[modifica | modifica wikitesto]I Titani, i dodici figli di Urano e Gea, costituiscono la generazione che precede gli Olimpi. Il gruppo è formato da sei maschi e sei femmine: quattro coppie maschio-femmina sono unite in matrimonio, mentre i due Titani maschi rimanenti sposano altre dee e le due Titanidi rimanenti in seguito si uniscono a Zeus. Molti discendenti dei Titani sono collegati agli aspetti fisici del mondo e alla sua organizzazione. Nelle fonti successive a Esiodo, vi sono discrepanze sui nomi dei dodici Titani, e diverse figure vengono talvolta considerate Titani pur non appartenendo al gruppo originale.[3]
| Nome | Descrizione |
|---|---|
| Ceo (Κοῖος, Kòios) | Titano dell’intelligenza, associato al polo celeste, padre della dea Leto insieme a Febe. |
| Crio (Κριός, Kriós) | Titano delle costellazioni e delle stelle, secondo alcune tradizioni marito di Euribia, padre di Astreo, Pallante e Perse. |
| Crono (Κρόνος, Krónos) | Sovrano dei Titani che, dopo aver detronizzato Urano, governò fino alla Titanomachia. Padre degli dèi olimpici insieme a Rea. |
| Iperione (Ὑπερίων, Hyperíōn) | Titano della luce. Marito di Teia e padre di Elio, Selene ed Eos. |
| Giapeto (Ἰαπετός, Iapetós) | Titano della mortalità e agli uomini. Padre di Prometeo, Epimeteo, Atlante e Menezio. |
| Mnemosine (Μνημοσύνη, Mnēmosýnē) | Titanide della memoria, madre delle Muse dopo l’unione con Zeus. |
| Oceano (Ὠκεανός, Ōkeanós) | Titano del grande fiume che circonda la Terra, sposo di Teti e padre dei Potami e delle Oceanine. |
| Febe (Φοίβη, Phòibē) | Titanide della luna e della profezia, moglie di Ceo e madre di Leto. |
| Rea (Ῥέα, Rhéā) | Titanide della fertilità e della maternità, sposa di Crono e madre degli dèi olimpici principali. |
| Teti (Τηθύς, Tēthýs) | Titanide delle acque dolci, sposa di Oceano e madre dei fiumi e delle ninfe oceaniche. |
| Teia (Θεία, Thèiā) | Titanide della vista e della luce celeste, sposa di Iperione e madre di Elio, Selene ed Eos. |
| Temi (Θέμις, Thémis) | Titanide della giustizia, della legge e dell’ordine divino. |
Titani minori
[modifica | modifica wikitesto]| Nome | Descrizione |
|---|---|
| Asteria (Ἀστερία, Astería) | Figlia di Ceo e Febe. Titanide delle stella cadenti e della divinazione, madre di Eos secondo alcune tradizioni orfiche. |
| Astreo (Ἀστραῖος, Astràios) | Figlio di Erebo e Notte. Titano delle stelle e dei venti, padre dei venti principali e delle stelle con Eos. |
| Atlante (Ἄτλας, Átlas) | Figlio di Giapeto e Asia. Titano condannato a reggere il cielo per la sua partecipazione alla Titanomachia. |
| Aura (Αὔρα, Áura) | Personificazione dei venti mattutini e dell’aria fresca, talvolta associata alla velocità e alla brina. |
| Climene (Κλυμένη, Klyménē) | Figlia di Oceano e Teti. Titanide madre dei figli di Giapeto o dei fiumi e divinità minori, legata alle acque e alla fertilità. |
| Dione (Διώνη, Diṑnē) | Secondo alcune fonti figlia di Urano e Gea o di Oceano e Teti. Spesso considerata madre di Afrodite con Zeus. |
| Elio (Ἥλιος, Hḕlios) | Figlio di Iperione e Teia. Titano del sole, guida la corsa del carro solare attraverso il cielo ogni giorno. |
| Selene (Σελήνη, Selḕnē) | Figlio di Iperione e Teia. Titanide della luna, conduce il carro lunare attraverso la notte. |
| Eos (Ἠώς, Ēṑs) | Figlio di Iperione e Teia secondo alcune tradizioni, o di Asteria e Astreo. Dea dell’alba che apre le porte del giorno. |
| Epimeteo (Ἐπιμηθεύς, Epimēthèus) | Figlio di Giapeto e Asia. Titano dei ripensamenti, fratello di Prometeo e Atlante, noto per la sua ingenuità rispetto agli uomini e agli dèi. |
| Euribia (Εὐρυβία, Eurybíā) | Figlia di Ponto e Gea. Titanide della forza e della potenza in mare, moglie di Crio. |
| Eurinome (Εὐρυνόμη, Eurynómē) | Figlia di Oceano e Teti. Titanide dei prati e dei pascoli d'acqua, madre delle Cariti. |
| Lelanto (Ληλαντώ, Lēlantṑ) | Figlio di Ceo e Febe. Titano dell'aria e dell'invisibile. |
| Latona (Λητώ, Lētṑ) | Figlio di Ceo e Febe. Titanide madre di Apollo e Artemide con Zeus. |
| Menezio (Μενοίτης, Menòitēs) | Figlio di Giapeto e Climene. Titano della rabbia violenta e delle azioni avventate. Spesso considerato divinità ctonia. |
| Meti (Μῆτις, Mḕtis) | Figlia di Oceano e Teti. Titanide della saggezza e della prudenza, madre di Atena con Zeus. |
| Ofione (Ὀφίων, Ophíōn) | Titano serpente primordiale, associato al cosmo e alla creazione secondo tradizioni orfiche. Spesso contrapposto a Crono e Urano. |
| Pallante (Παλλάντης, Pallántēs) | Titano della saggezza, sconfitto da Atena, che con la sua pelle creò l'Egida. Fratello di Astreo e Perse e sposo di Stige e padre di Nice, Cratos, Bia e Zelo. |
| Perse (Πέρσης, Pèrsēs) | Figlio di Euribia e di Crio. Titano della distruzione. Fratello di Astreo e Pallante, sposo di Asteria, padre di Ecate. |
| Prometeo (Προμηθεύς, Promēthèus) | Figlio di Giapeto e Asia. Titano benefattore dell’umanità, donatore del fuoco e maestro delle arti civili. Fratello di Epimeteo e Atlante. |
| Stige (Στύξ, Stýx) | Figlia di Ponto e Gea. Titanide del fiume Stige, personificazione della sottomissione, dell'odio e dei giuramenti divini. |
Mostri
[modifica | modifica wikitesto]Giganti
[modifica | modifica wikitesto]I giganti sono esseri generati da Gea dal sangue scaturito dalla castrazione di Urano per mano del titano Crono. Secondo il mito, essi furono protagonisti della Gigantomachia, il grande conflitto che li oppose agli Olimpi nella lotta per la supremazia dell’ordine cosmico.
| Nome | Descrizione |
|---|---|
| Agrio (Ἄγριος, Ágrios) | Gigante della Gigantomachia, ucciso dalle Moire. |
| Alcioneo (Ἀλκυονεύς, Alkyonèus) | Uno dei più potenti giganti. Fu ucciso da Eracle. |
| Anatto (Ἀνάττος, Anáttos) | Gigante indicato dalle fonti come padre, o secondo altre tradizioni figlio, di Asterio. |
| Asterio (Ἀστέριος, Astérios) | Gigante lidico, ucciso dall’eroe Mileto. |
| Ctonio (Χθόνιος, Chthónios) | Gigante legato simbolicamente alla terra e al mondo sotterraneo. |
| Clizio (Κλυτίος, Klytíos) | Gigante ucciso da Ecate mediante le sue torce fiammeggianti. |
| Encelado (Ἐγκέλαδος, Enkélados) | Gigante ucciso da Atena e sepolto sotto l’Etna, da cui deriverebbero i terremoti. |
| Efialte (Ἐφιάλτης, Ephiáltēs) | Secondo la Biblioteca di Apollodoro, fu accecato dalle frecce di Apollo ed Eracle. |
| Eurimedonte (Εὐρυμέδων, Eurymédōn) | Uno dei re dei giganti. Padre di Peribea. |
| Eurito (Εὔρυτος, Èurytos) | Gigante ucciso da Dioniso con il suo tirso. |
| Grazione (Γρατίων, Gratíōn) | Gigante ucciso da Artemide. |
| Ippolito (Ἱππόλυτος, Hippólytos) | Gigante ucciso da Ermes, che indossava un elmo capace di rendere invisibili. |
| Leone (Λέων, Léōn) | Figura talvolta identificata come gigante, ucciso da Eracle. |
| Mimante (Μίμας, Mímās) | Gigante ucciso da Efesto; secondo altre versioni da Zeus o Ares. |
| Pallante (Πάλλας, Pállas) | Gigante ucciso da Atena, che usò la sua pelle per creare l’Egida. |
| Polibote (Πολυβώτης, Polybṑtēs) | Gigante ucciso da Poseidone, che gli scagliò contro un frammento di isola. |
| Porfirione (Πορφυρίων, Porphyríōn) | Uno dei capi dei giganti, ucciso da Zeus durante la Gigantomachia. |
| Toante (Θόων, Thóōn) | Secondo Apollodoro, fu ucciso dalle Moire con mazze di bronzo insieme al gigante Agrio durante la Gigantomachia. |
Ecantochiri
[modifica | modifica wikitesto]Gli Ecatonchiri (dal greco Ἑκατόγχειρες, «dalle cento mani»), noti anche come Centimani, sono tre divinità primordiali, figli di Urano e Gea, dotati di cento braccia e cinquanta teste ciascuno. Inizialmente imprigionati dal padre nel Tartaro a causa del loro aspetto terrificante, furono liberati da Zeus durante la Titanomachia e schierati al fianco degli Olimpi. Il loro intervento risultò decisivo nella sconfitta dei Titani, dopo la quale gli Ecatonchiri vennero posti a guardia dei Titani incarcerati nel Tartaro, assumendo così un ruolo di custodi dell’ordine cosmico stabilito da Zeus.
| Nome | Descrizione |
|---|---|
| Briareo (Βριάρεως, Briáreōs) o Egeone (Αἰγαίων, Aigàiōn) | Alleato di Zeus nella Titanomachia, dove contribuì alla sconfitta dei Titani scagliando enormi massi contro di essi. |
| Cotto (Κόττος, Kóttos) | Ecatonchiro dalla forza smisurata, partecipò alla Titanomachia come sostenitore di Zeus. In seguito fu posto a guardia dei Titani imprigionati nel Tartaro. |
| Gige (Γύγης, Gýgēs) | Combatté al fianco degli Olimpi contro i Titani e contribuì al mantenimento dell’ordine cosmico. |
Ciclopi
[modifica | modifica wikitesto]I Ciclopi (dal greco Κύκλωπες, «occhio rotondo») sono figli di Urano e Gea, esseri giganti caratterizzati da un unico occhio centrale sulla fronte. Essi incarnano la forza bruta e la perizia artigianale, essendo famosi fabbri capaci di forgiare armi divine come i fulmini di Zeus. Parteciparono alla Titanomachia al fianco degli Olimpi e in seguito furono considerati custodi e artefici degli strumenti degli dei.
| Nome | Descrizione |
|---|---|
| Arge (Ἀργής, Arghḕs) | Insieme ai fratelli Bronte e Sterope, partecipò alla Titanomachia a fianco di Zeus, forgiando armi divine per gli Olimpi. |
| Bronte (Βρόντη, Bróntē) | Celebre per la sua forza e per aver forgiato, insieme ai suoi fratelli Arge e Sterope, fulmini e armi per gli dei olimpici durante la Titanomachia. |
| Sterope (Στερόπη, Sterópē) | Come i fratelli Arge e Bronte, partecipò alla Titanomachia e contribuì alla fabbricazione delle armi divine di Zeus, Poseidone e Ade. |
| Polifemo (Πολύφημος, Polýphēmos) | Figlio di Poseidone secondo Omero. Noto per la sua vita pastorale e per il celebre episodio dell’Odissea, in cui viene accecato da Odisseo. |
Creature ibride
[modifica | modifica wikitesto]| Nome | Descrizione | Componenti |
|---|---|---|
| Gorgoni (Γοργόνες, Gorgónes) | Mostri femminili con serpenti al posto dei capelli e sguardo pietrificante. Figlie di Forco e Ceto. | Medusa, Steno e Euriale, di cuisolo Medusa è mortale. |
| Arpie (Ἅρπυιαι, Hàrpyiai) | Spiriti femminili della vendetta, rapaci e alati, portatrici di punizioni agli esseri umani. Figlie di Taumante e l'oceanina Elettra e sorelle di Iride e Arce. | Celeno, Aello e Ocipete |
| Sirene (Σειρῆνες, Seirḕnes) | Creature metà donna e metà uccello (o pesce in alcune tradizioni), note per il canto ammaliatore che attirava i marinai verso la morte. Figlie di Acheloo (o Forco) e di Melpomene. | Varie fonti indicano tre o più membri; tra le più note: Partenope, Leucosia e Ligea. |
| Sfinge (Σφίγξ, Sphínx) | Creatura con corpo di leone, ali di aquila e volto femminile, nota per porre enigmi ai viaggiatori. | Famosa per l’enigma a Tebe; figlia di Forco e Ceto secondo alcune tradizioni. |
Altri mostri
[modifica | modifica wikitesto]- Alebione, pastore ligure, fratello di Bercione.
- Alpo (Ἄλπος), gigante siciliano con in testa cento vipere.
- Aloadi (Ἀλῳάδαι), due giganti gemelli che tentarono di assalire l'Olimpo allineando tre montagne una sull'altra:
- Abseo, altro assalitore dell'Olimpo, sconfitto dai fulmini di Zeus.
- Anax (Ἄναξ), giganti dell'isola di Lade, al largo di Mileto, in Anatolia.
- Anteo (Ἀνταῖος), gigante libico che sconfisse tutti i visitatori fino a quando perse e fu ucciso da Eracle.
- Antifate (Ἀντιφάτης), re degli antropofagi conosciuti come Lestrigoni, incontrati nei suoi viaggi da Odisseo.
- Argo Panoptes (Ἄργος Πανόπτης), gigante dai cento occhi incaricato di fare la guardia a Io.
- Ciclopi (Κύκλωπες) (primi), tre giganti con un occhio solo che forgiarono i lampi di Zeus, il tridente di Poseidone e l'elmo di Ade:
- Ciclopi (Κύκλωπες) (secondi), tribù di giganti antropofagi con un occhio solo che allevavano pecore in Sicilia:
- Gigeni (Γηγενεῖς), o figli della terra, tribù di giganti con sei braccia combattuti dagli Argonauti in Misia.
- Gerione (Γηρυών), gigante con tre teste, tre busti e due gambe, fratello di Echidna.
- Gli Ecatonchiri (Ἑκατόγχειρες), o Centimanes (in latino), giganti dalle cento mani, provocatori di tormente e uragani. Sono tre figli di Urano e Gea, con personalità distinte:
- Lestrigoni (Λαιστρυγόνες), tribù di giganti mangiatori di umani incontrati da Odisseo durante i suoi viaggi.
- Caco (Κάκος), gigante sputafuoco ucciso da Eracle.
- Crisaore (Χρυάωρ), gigante nato dal collo della gorgone decapitata Medusa.
- Damasene (Δαμασήν), allevato da Eris.
- Damiso (Δάμυσος), l'osso del cui piede venne trapiantato ad Achille.
- Dercino (Δέρκυνος) o Bergione (Βεργίων), fratello di Alebione.
- Illo (Ὕλλος), gigante lidico.
- Orione (Ὠρίων), gigante cacciatore che Zeus pose in cielo a fare la costellazione omonima.
- Talo (Τάλως), gigante forgiato dal bronzo da Efesto e dato da Zeus a Europa per scorta e protezione.
- Tizio (Τίτυος), figlio di Zeus ed Elara, ucciso da Apollo e Artemide quando tentò di rapire la loro madre Latona.
- Tifone (Τυφῶν), uno dei più forti mostri che tentarono di attaccare l'Olimpo, ma fu sconfitto e imprigionato nel Tartaro.
Concetti personificati
[modifica | modifica wikitesto]| Nome | Personificazione | Note |
|---|---|---|
| Acli (Ἀχλύς, Achlýs) | Notte eterna, nebbia della morte, tristezza e lamento | |
| Adefagia (Ἀδηφαγία, Adēphaghíā) | Sazietà e ghiottoneria | |
| Adicia (Ἀδικία, Adikíā) | Ingiustizia ed errore | |
| Ergia (Ἀεργία, Aerghíā) | Pigrizia, indolenza e accidia | |
| Agone (Ἀγών, Agṑn) | Competizione e confronto agonistico | Aveva un altare a Olimpia. |
| Anagnorisi (Ἀναγνώρισις, Anagnṑrisis) | Riconoscimento improvviso e inatteso | |
| Edo (Αἰδώς, Aidṑs) | Modestia, vergogna e rispetto | |
| Esa (Αἴσα, Áisa) | Sorte e destino assegnato | |
| Alastore (Ἀλάστωρ, Alástōr) | Faida, vendetta e spirito persecutore | |
| Aleteia (Ἀλήθεια, Alḕtheia) | Verità, sincerità e svelamento | |
| Algea (Ἄλγεα, Álghea) | Dolore e sofferenza | Spiriti figli di Eris: Aco, Ania e Lipe |
| Aco (Ἄχος, Áchos) | Problema e difficoltà | |
| Ania (Ἀνία, Aníā) | Dolore e angoscia | |
| Lipe (Λύπη, Lýpe) | Pena, sofferenza e tristezza | |
| Alce (Ἀλκή, Alkḕ) | Prodezza e coraggio | |
| Amecania (Ἀμηχανία, Amēchaníā) | Impotenza e mancanza di mezzi | |
| Amfillogie (Ἀμφιλλογίαι, Amphillógiai) | Dispute, dibattiti e contese | |
| Anedia (Ἀναίδεια, Anàideia) | Spudoratezza, mancanza di pietà e inverecondia | |
| Androttasie (Ἀνδροκτασίαι, Androktasíai) | Macelli e uccisioni in battaglia | |
| Angelia (Ἀγγελία, Anghelíā) | Messaggi, notizie e proclami | |
| Apate (Ἀπάτη, Apátē) | Inganno, frode e falsità | |
| Afelia (Ἀφέλεια, Aphéleia) | Semplicità positiva e schiettezza | |
| Aporia (Ἀπορία, Aporíā) | Perplessità e difficoltà senza soluzione | |
| Are (Ἀραί, Arài) | Vendetta | Talvolta associate alle Erinni |
| Areté (Ἀρετή, Aretḕ) | Virtù, eccellenza e valore morale | |
| Armonia (Ἁρμονία, Harmoníā) | Armonia e concordia | Sposa di Cadmo |
| Ate (Ἄτη, Átē) | Follia cieca, rovina e accecamento mentale | |
| Bia (Βία, Bíā) | Forza brutale e costrizione | |
| Cero (Καιρός, Kairós) | Occasione favorevole e momento giusto | |
| Catabasi (κατάβασις, Katábasis) | Discesa nell’Ade | |
| Coalemo (Κοάλεμος, Koálemos) | Stupidità e follia | |
| Coro (Κόρος, Kóros) | Eccesso e sazietà distruttiva | Figlio di Hybris |
| Crato (Κράτος, Krátos) | Potenza e dominio | |
| Deimo (Δεῖμος, Dèimos) | Terrore e paura | |
| Dice (Δίκη, Díkē) | Giustizia e ordine legale | |
| Dolo (Δόλος, Dólos) | Astuzia, raggiro e inganno | |
| Disnomia (Δυσνομία, Dysnomíā) | Disordine e disprezzo delle leggi | |
| Dissebia (Δυσσέβεια, Dyssèbeia) | Empietà | Opposta a Eusebia |
| Ebe (Ἥβη, Hḕbē) | Gioventù e perdono | Moglie di Eracle |
| Edoné (Ἡδονή, Hēdonḕ) | Piacere e delizia | |
| Irene (Εἰρήνη, Eirḕnē) | Pace | |
| Eleo (Ἔλεος, Éleos) | Pietà e misericordia | |
| Elpis (Ἐλπίς, Elpís) | Speranza | |
| Eris (Ἔρις, Éris) | Discordia e conflitto | |
| Eros (Ἔρως, Érōs) | Amore e desiderio fisico | |
| Eroti (Ἔρωτες, Érōtes) | Aspetti e forme dell’amore | Include Antero, Imero, Poto e altri |
| Fama (Φήμη, Phḕmē) | Voci, dicerie e reputazione | |
| Geras (Γῆρας, Ghḕras) | Vecchiaia | |
| Imarmene (Εἱμαρμένη, Heimarménē) | Destino assegnato | |
| Hybris (Ὕβρις, Hýbris) | Superbia e tracotanza | |
| Ipno (Ὕπνος, Hýpnos) | Sonno | |
| Chera (Κῆρες, Kḕres) | Morte violenta | |
| Lete (Λήθη, Lḕthē) | Oblio e dimenticanza | Personificata dal fiume infernale |
| Mania (Μανία, Maníā) | Follia e frenesia | |
| Moire (Μοῖραι, Mòirai) | Destino della vita umana | Cloto, Lachesi e Atropo |
| Nemesi (Νέμεσις, Némesis) | Vendetta e riequilibrio morale | |
| Nice (Νίκη, Níkē) | Vittoria | |
| Ezis (Ὀϊζύς, Oizýs) | Miseria e sventura | |
| Polemo (Πόλεμος, Pólemos) | Guerra | |
| Tanato (Θάνατος, Thánatos) | Morte | |
| Tiche (Τύχη, Týchē) | Fortuna e provvidenza | |
| Zelo (Ζῆλος, Zḕlos) | Emulazione, rivalità e zelo |
Mortali
[modifica | modifica wikitesto]Semidei
[modifica | modifica wikitesto]- Achille (Ἀχιλλεύς), eroe della guerra di Troia.
- Eaco (Αἰακός), talmente giusto che gli vennero date le chiavi dell'Ade e giudicò i morti.
- Eolo (Αἴολος), re della Tessaglia reso immortale da Zeus e divenuto dio dei venti.
- Anfiarao (Ἀμφιάραος), eroe della guerra dei Sette contro Tebe, diventato dopo la morte spirito oracolare.
- Arianna (Αριάδνη), principessa cretese diventata moglie immortale di Dioniso.
- Aristeo (Ἀρισταῖος), eroe reso immortale dalle proprie invenzioni nell'apicoltura, nella produzione del formaggio, nella coltivazione dell'olivo e altre cose legate alla pastrorizia e alla caccia.
- Asclepio (Ἀσκληπιός), medico, corrispondente al romano Esculapio (Aesculapius).
- Atti (Ἄττις), consorte di Cibele, per cui gli venne garantita immortalità.
- Bolina (Βολίνα), donna mortale trasformata in ninfa da Apollo.
- Dioscuri (Διόσκουροι), gemelli divini:
- Castore (Κάστωρ)
- Polluce (Πολυδεύκης).
- Endimione (Ἐνδυμίων), amante di Selene, cui venne dato il sonno eterno per non invecchiare né morire.
- Ganimede (Γανυμήδης), bel principe troiano, preso da Zeus per farlo diventare coppiere degli dèi.
- Glauco (Γλαῦκος), dio dei pescatori, reso immortale dopo aver mangiato un'erba magica.
- Emitea (Ἡμιθέα), detta anche Molpadia, e Parteno (Παρθένος), principesse dell'isola di Nasso che si gettarono in mare per sfuggire la furia del padre Stafilo. Salvate da Apollo che le trasformò in semi-dee.
- Eracle (Ἡρακλῆς), eroe asceso.

- Lampsace (Λαμψάκη), principessa semi-storica eponimo di Lampsaco, onorata come dea.
- Minosse (Μίνως), re di Creta diventato giudice dei morti.
- Ino (Ἰνώ), principessa tebana che divenne la dea del mare Leucotea.
- Leucippidi (Λευκιππίδες), mogli dei Dioscuri:
- Febe (Φοίβη), moglie di Polluce;
- Ilaera (Ἱλάειρα), moglie di Castore.
- Orizia (Ὠρείθυια), principessa ateniese resa da Borea dea dei venti di montagna.
- Palemone (Παλαίμων), o Melicerte, principe tebano divenuto dio del mare con sua madre Ino.
- Filonoe (Φυλονόη), figlia di Tindaro e Leda, resa immortale da Artemide.
- Psiche (Ψυχή), dea dell'anima.
Eroi
[modifica | modifica wikitesto]- Abdero (Ἄβδηρος), aiutò Eracle nell'ottava fatica e fu ucciso dalle cavalle di Diomede.
- Achille (Ἀχιλλεύς o Ἀχιλλέας), eroe della guerra di Troia e personaggio centrale dell'Iliade di Omero.
- Enea (Αἰνείας), eroe della guerra di Troia e progenitore dei romani.
- Aiace Telamonio (Αἰας ὁ Μέγας), eroe della guerra di Troia e re di Salamina.
- Aiace Oileo (Αἰας ὁ Μικρός), eroe della guerra di Troia a capo dei combattenti locresi.
- Anfitrione (Ἀμφιτρύων), generale tebano che sconfisse la volpe gigante (poi divenuta una costellazione), sposo di Alcmena.
- Bellerofonte (Βελλεροφόντης), eroe che uccise la Chimera.
- Crisippo (Χρύσιππος), eroe divino di Elide.
- Dedalo (Δαίδαλος), creatore del labirinto e inventore fino a quando il re Minosse lo intrappolò nella sua stessa creazione.
- Diomede (Διομήδης), re di Argo ed eroe della guerra di Troia.
- Eleusi (Ἐλευσίς), eroe eponimo della città di Eleusi.
- Eunosto (Εὔνοστος), eroe beota.
- Ganimede (Γανυμήδης), eroe troiano, amante di Zeus, da cui fu reso immortale e coppiere degli dèi.
- Ettore (Ἕκτωρ), eroe troiano, campione della guerra di Troia.
- Iolao (Ίόλαος), nipote di Eracle che aiutò nelle fatiche.
- Giasone (Ἰάσων), capo degli Argonauti.
- Meleagro (Μελέαγρος), eroe che navigò con gli Argonauti e uccise il cinghiale calidonio.
- Odisseo (Ὀδυσσεύς), eroe e re di Itaca, le cui avventure sono narrate nell'Odissea di Omero, ma ebbe un ruolo importante anche nell'Iliade. Dai romani chiamato Ulisse.
- Orfeo (Ὀρφεύς), poeta e musicista leggendario che scese nell'oltretomba per salvare la moglie Euridice.
- Pandione (Πανδίων), eroe eponimo della tribù di Atene dei Pandionis, collegato a uno dei due re leggendari Pandione I o Pandione II.
- Perseo (Περσεύς), figlio di Zeus, fondatore di Micene e uccisore della gorgone Medusa.
- Teseo (Θησεύς), figlio di Poseidone, re di Atene e uccisore del Minotauro.
Eroine
[modifica | modifica wikitesto]- Alcesti (Ἄλκηστις), figlia di Pelia e moglie di Admeto, nota per la fedeltà al marito.
- Amimone (Ἀμυμώνη), una delle figlie di Danao che rifiutò di uccidere il marito e per questo identificata o paragonata a Ipermnestra (Υπερμνήστρα).
- Andromaca (Ἀνδρομάχη), moglie di Ettore.
- Andromeda (Ἀνδρομέδα), moglie di Perseo, poi diventata la costellazione omonima.
- Antigone (Ἀντιγόνη), figlia di Edipo e Giocasta.
- Aracne (Ἀράχνη), un'abile tessitrice trasformata in ragno da Atena.
- Arianna (Ἀριάδνη), figlia di Minosse re di Creta che aiutò Teseo a sconfiggere il minotauro e divenne moglie di Dioniso.
- Atalanta (Ἀταλάντη), eroina e veloce cacciatrice che partecipò alla caccia del cinghiale calidonio.
- Briseide (Βρισηίς), una principessa di Lirnesso, presa da Achille come preda di guerra.
- Cassandra (Κασσάνδρα), principessa di Troia condannata a prevedere il futuro ma a non essere creduta.
- Cassiopea (Κασσιόπεια), regina etiope e madre di Andromeda.
- Cenide (Καινίς), donna che fu trasformata in uomo e divenne un guerriero (archetipo di transessualità).
- Clitennestra (Κλυταιμνήστρα), sorella di Elena e moglie infedele di Agamennone.
- Danae (Δανάη), madre di Perseo che ebbe da Zeus.
- Deianira (Δηϊάνειρα), terza moglie di Eracle e sua omicida involontaria.
- Ecuba (Ἑκάβη), moglie di Priamo e madre dei loro 19 figli.
- Elena (Ἑλένη), figlia di Zeus e Leda, il cui rapimento generò la guerra di Troia.
- Elettra (Ἠλέκτρα), figlia di Agamennone e Clitennestra, aiutò il fratello Oreste nella vendetta contro la madre per la morte del padre.
- Ermione (Ἑρμιόνη), figlia di Menelao ed Elena, moglie di Neottolemo e poi di Oreste, con cui ebbe Tisameno.
- Europa (Εὐρώπη), donna fenicia rapita da Zeus.
- Fedra (Φαίδρα), figlia di Minosse e moglie di Teseo.
- Giocasta (Ἰοκάστη), madre e moglie di Edipo.
- Gorgofone (Γοργοφόνη), figlia di Perseo e Andromeda, nella leggenda prima donna a risposarsi da vedova.
- Ifigenia (Ἰφιγένεια), figlia di Agamennone e Clitennestra, sacrificata ad Artemide.
- Ismene (Ἰσμήνη), sorella di Antigone, Eteocle e Polinice.
- Medea (Μήδεια), maga e moglie di Giasone, la quale uccise due propri figli per punire l'infedeltà di lui.
- Medusa (Μέδουσα), donna mortale trasformata in gorgone da Atena.
- Niobe (Νιόβη), figlia di Tantalo che si inorgoglì di superbia sfidando Latona, per cui Artemide e Apollo le uccisero i 14 figli.
- Pandora (Πανδώρα), la prima donna creata.
- Penelope (Πηνελόπεια o Πηνελόπη), moglie fedele di Odisseo.
- Polissena (Πολυξένη), figlia più giovane di Priamo sacrificata al fantasma di Achille.
- Semele (Σεμέλη), madre mortale di Dioniso.
- Tracia (Θρᾴκη), eponima della Tracia figlia di Oceano, sorella di Europa.
Veggenti e indovini
[modifica | modifica wikitesto]- Anfiloco (Ἀμφίλοχος).
- Anio (Ἄνιος), figlio di Apollo che profetizzò che la guerra di Troia sarebbe stata vinta nel suo decimo anno.
- Branco (Βράγχος), altro figlio (od amante) di Apollo.
- Calcante (Κάλχας), veggente argivo che aiutò i greci durante la guerra di Troia.
- Carno, veggente dell'Acarnania e amante di Apollo.
- Caria, veggente e amante di Dioniso.
- Cassandra (Κασσάνδρα), principessa troiana che fu maledetta: conosceva il futuro ma non era creduta.
- Celeno ;regina delle arpie, sulle strofadi, aveva il potere di prevedere il futuro.
- Ennomo (Ἔννομος), veggente misiano ucciso da Achille durante la guerra di Troia.
- Eleno (Ἕλενος), fratello gemello di Cassandra, indovino e poi re dell'Epiro.
- Aliterse (Ἁλιθέρσης), veggente di Itaca che predisse alle cucitrici di Penelope il ritorno di Odisseo.
- Iamo (Ἴαμος), figlio di Apollo con il dono della profezia, fondò la dinastia degli Iamidai.
- Idmone, veggente che navigò a seguito degli Argonauti.
- Manto (Μαντώ), figlia di Tiresia.
- Melampo (Μελάμπους), leggendario guaritore, indovino e re di Argo.
- Mopso (Μόψος) – indovino, figlio di Ampice e Cloride, che partecipò alla spedizione degli Argonauti.
- Mopso (Μόψος) – indovino, figlio di Apollo (o Racio) e Manto
- Polido (Πολύιδος), veggente di Corinto che riportò in vita Glauco.
- Telemo (Τήλεμος), indovino che predisse che Polifemo sarebbe stato accecato da Odisseo.
- Teoclimeno (Θεοκλύμενος), indovino che vive alla corte di Penelope.
- Tiresia (Τειρεσίας), celebre indovino cieco di Tebe.
Amazzoni (figlie di Ares)
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- Egea, regina delle amazzoni (Ἀμαζόνες), donne guerriere mitiche;
- Aella (Ἄελλα), uccisa da Eracle;
- Alcibia (Ἀλκιβίη), uccisa da Diomede;
- Alcippe (Ἀλκίππη), uccisa da Eracle;
- Antandra (Ἀντάνδρη), uccisa da Achille;
- Antibrote (Ἀντιβρότη), uccisa da Achille;
- Antioche (Ἀντιόχη), ricordata da Igino;
- Antiope (Ἀντιόπη), figlia di Ares, regina delle Amazzoni;
- Antrobota;
- Areto (Ἀρετώ);
- Armotoe, dagli occhi neri;
- Asteria (Ἀστερία), uccisa da Eracle;
- Bremusa (Βρέμουσα), uccisa da Idomeneo;
- Celeno (Κελαινώ), uccisa da Eracle;
- Cleta (Κλήτα), la famosa, nutrice di Pentesilea;
- Clonia (Κλονίη), la tumultuosa;
- Deianira (Δηιάνειρα), colei che combatte gli uomini, uccisa da Eracle;
- Derimacheia, uccisa da Diomede;
- Derinoe (Δερινόη), ricordata da Quinto Smirneo;
- Diossippe, ricordata da Igino;
- Euripila (Εὐρυπύλη), capo delle amazzoni che assalirono Babilonia;
- Ippotoe (Ἱπποθόη), uccisa da Achille;
- Ifito (Ἰφιτώ);
- Ippolita (Ἱππολύτη), regina della amazzoni, figlia di Ares;
- Lampedo (Λαμπεδώ), dalla torcia, regnò con sua sorella Marpesia;
- Lisippa (Λυσίππη);
- Marpesia (Μαρπεσία), regnò con la sorella Lampedo;
- Melanippe (Μελανίππη), altra sorella di Antiope e Ippolita;
- Molpadia (Μολπαδία), uccise probabilmente Antiope;
- Mirina (Μύρινα), regina della amazzoni;
- Orizia (Ὠρείθυια); regina della amazzoni;
- Otrera (Ὀτρήρα), regina delle amazzoni, madre di Ippolita;
- Pantariste (Πανταρίστη), amazzone che aiutò Ippolita contro Eracle;
- Pentesilea (Πενθεσίλεια), regina della amazzoni che combatté alla guerra di Troia contro i greci;
- Polemusa (Πολεμοῦσα), uccisa da Achille;
- Talestri (Θάληστρις), ricordata nel Romanzo di Alessandro.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Robin Hard e Herbert J. Rose, The Routledge handbook of Greek mythology: based on H.J. Rose's Handbook of Greek mythology, 1ª ed., Routledge, 2008, ISBN 978-0-203-44633-1.
- ↑ (EN) Robert E. Bell, Women of classical mythology: a biographical dictionary, ABC-CLIO, 1991, ISBN 978-0-87436-581-8.
- ↑ (EN) Hubert Cancik, Helmuth Schneider e Christine F. Salazar, Brill's New Pauly: encyclopaedia of the ancient world, Brill, 2009, ISBN 978-90-04-14219-0.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Anna Ferrari, Dizionario di mitologia greca e latina, Torino, Utet, 2018.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikibooks contiene testi o manuali sulla lista di divinità della mitologia greca
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulla lista di divinità della mitologia greca
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Theoi Greek Mithology, su theoi.com.
