Meti (Oceanina)
| Meti | |
|---|---|
| Nome orig. | Μῆτις (Mêtis) |
| Lingua orig. | Greco antico |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie | divinità |
| Sesso | femmina |
| Professione | Oceanina della saggezza e dell'astuzia |
| Affiliazione | Dei olimpici |
Meti o Metide (in greco antico Μῆτις?, Mêtis) è un personaggio della mitologia greca. È una Oceanina che personifica la prudenza, l'astuzia e la saggezza pratica.
Etimologia
[modifica | modifica wikitesto]Il nome "Meti" significa letteralmente "senno", "saggezza" o "scaltrezza". Viene fatto risalire alla radice indoeuropea *mē- / *mə- che significa "misurare" (da cui derivano anche il sanscrito vedico māti, il latino mētior e il greco métron, "misura"). Come nomen agentis, il termine si traduce infatti come "intelligenza astuta".
Nei poemi di Omero, il termine mêtis appare ancora solo come sostantivo comune (con il significato di senno o stratagemma), oppure incorporato come epiteto di Zeus nella formula metíeta Zeus (μητιέτα Ζεύς), ovvero "colui che è dotato di Meti". Esiste inoltre il verbo denominativo metíomai (μητίομαι), che significa "meditare" o "escogitare espedienti".[1]
Nella comprensione del mito greco, la figura di Meti si oppone concettualmente ad Ananke (la fatalità ineluttabile): l'intelligenza scaltra e la capacità di pianificazione rappresentano infatti l'unico strumento in grado di contrastare o aggirare il destino.
Genealogia
[modifica | modifica wikitesto]Figlia di Oceano[2] e Teti.[2]
Dall'unione con Zeus[3][4][5] generò Atena.[3][4][5]
Nella tradizione filosofica del Simposio, è inoltre attestata come madre di Poros.[6][7]
Mitologia
[modifica | modifica wikitesto]Fu la prima moglie di Zeus e la madre biologica di Atena.
Il ruolo nella Titanomachia
[modifica | modifica wikitesto]Durante la Titanomachia, fu proprio Meti ad aiutare lo scettico Zeus nella sua ascesa al potere contro il padre Crono. La Titanide preparò infatti una pozione magica (un emetico) che costrinse Crono a vomitare i fratelli di Zeus (Poseidone, Ade, Era, Demetra ed Estia) precedentemente inghiottiti.[8][9]
La profezia e l'inganno di Zeus
[modifica | modifica wikitesto]In seguito, Meti divenne la prima sposa di Zeus, ma i nonni divini Gea (la Terra) e Urano (il Cielo) profetizzarono che la Titanide avrebbe dato alla luce due figli: una femmina (Atena), dotata di una forza e di una saggezza pari a quella del padre, ed un maschio, destinato per volere del fato a spodestare Zeus ed a diventare il nuovo re degli dei e degli uomini.[3]
Per scongiurare il pericolo, Zeus decise di usare l'astuzia contro la personificazione stessa dell'astuzia e con parole lusinghiere ingannò Metide e, non appena lei si trasformò in una piccola forma (o in una goccia d'acqua, secondo varianti successive), la inghiottì interamente prima che potesse partorire.[3]
La nascita di Atena
[modifica | modifica wikitesto]Meti, già incinta di Atena, rimase viva all'interno del corpo di Zeus, stabilendosi nella sua testa dove iniziò a tessere e forgiare un'armatura per la figlia. I colpi di martello causarono a Zeus un'emicrania intollerabile. Per liberarlo dal dolore, Efesto (o in altre versioni Prometeo[4]) colpì la testa del re degli dei con un'ascia bipenne e dalla spaccatura balzò fuori Atena, già adulta ed armata.[4] Da quel momento, Meti rimase per sempre dentro Zeus, diventando la sua consigliera interiore e permettendogli di possedere la conoscenza del bene e del male.[3] Il lirico Pindaro descrive l'evento come un cataclisma cosmico, durante il quale il grido di guerra della dea appena nata fece tremare il Cielo e la Terra.[10]
La variante platonica di Poros
[modifica | modifica wikitesto]Nella tradizione filosofico-mitologica del Simposio di Platone, ambientata temporalmente proprio durante i festeggiamenti per la nascita di Atena, Meti compare invece come madre di Poros, la personificazione dell'ingegno e della risorsa, il quale viene descritto come già nato e presente al banchetto degli dei.[6][7]
Culto
[modifica | modifica wikitesto]Non si ha alcuna testimonianza di attività cultuali o templi dedicati a Meti. Nella tradizione greca o romana, la sua figura esaurisce la sua funzione mitica unicamente come antefatto alla nascita di Atena e come assimilazione dell'intelligenza da parte di Zeus.
Nella tradizione orfica
[modifica | modifica wikitesto]Nella tarda tradizione legata all'orfismo, la figura di Meti subisce una particolare evoluzione cosmogonica. Il nome compare infatti anche al maschile, identificato come una divinità primordiale a fianco di Eros. Al contempo, viene definita come Metis próte genétis (Μῆτις πρώτη γενέτις), ovvero "prima genitrice".[11]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Ezio Pellizer, Metis (PDF), in Dizionario Etimologico della Mitologia Greca, 2013, pp. 217. URL consultato il 24 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 28 aprile 2018).
- 1 2 (EN) Esiodo, Teogonia, 334, su topostext.org. URL consultato il 1º giugno 2026.
- 1 2 3 4 5 (EN) Esiodo, Teogonia, 886-900, su topostext.org. URL consultato il 1º giugno 2026.
- 1 2 3 4 (EN) Apollodoro, Bibliotheca, I, 3.6, su topostext.org. URL consultato il 2 giugno 2026.
- 1 2 Esiodo, fr. 343 Merkelbach-West, vv. 6, 13-15: «[...] Μήτις [...] Ἀθηnaίης μήτηρ ... ἣ δ' ἄρα Μῆτιν ἔτικτε ... αὐτὰρ ὅ γε Μῆτιν κατάπινεν» ("[... Meti ...] madre di Atena ... essa dunque partorì Meti ... ma egli inghiottì Meti").
- 1 2 Platone, Simposio, 203b: «ὅτε ἐγένετο ἡ Ἀθηνᾶ, ἑστιῶντο οἱ θεοὶ οἵ τε ἄλλοι καὶ ὁ τῆς Μήτιδος Πόρος.» ("quando nacque Atena, gli dei banchettavano, e tra gli altri c'era anche Poros, figlio di Meti").
- 1 2 (EN) Platone, Simposio, 203b, su topostext.org. URL consultato il 1º giugno 2026.
- ↑ (EN) Apollodoro, Bibliotheca, I, 2.1, su topostext.org. URL consultato il 2 giugno 2026.. Cfr. anche la traduzione in inglese su Theoi.com.
- ↑ Pseudo-Apollodoro, Bibliotheca, I, 2.1: «... ἥτις ἔδωκε Κρόνῳ φάρμακον πιεῖν, ὑφ᾽ οὗ κατηνάγκασθη ἐμέσαι πρῶτον τὸν λίθον, ἔπειτα τοὺς παῖδας οὓς κατέπιε...» ("...la quale diede da bere a Crono un emetico, grazie al quale egli fu costretto a vomitare prima la pietra, e poi i figli che aveva inghiottito").
- ↑ Pindaro, Olimpiche, VII, 35-38: «...ἀνίχ’ Ἁφαίστου τέχναιsi χαλκελάτῳ πελέκει σύμεναι... Ἀθαναία κέλαδεν κέχυται· Οὐρανὸς δ᾽ ἔφριξέ νιν καὶ Γαῖα μάτηρ.» ("...quando, per le arti di Efesto, con la scure battuta nel bronzo... Atena balzò fuori e lanciò il suo grido; e di fronte a lei tremarono il Cielo e la madre Terra"). Cfr. anche la scheda su ToposText.
- ↑ Orph. Fr. 245 V 4 Bernabé, 169 K.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]Fonti
[modifica | modifica wikitesto]- Pindaro, Olimpica VII
- Pseudo-Apollodoro, Libro I - 3,6
Moderna
[modifica | modifica wikitesto]- Robert Graves, I miti greci, Milano, Longanesi, ISBN 88-304-0923-5.
- Pierre Grimal, Enciclopedia della mitologia 2ª edizione, Brescia, Garzanti, 2005, ISBN 88-11-50482-1. Traduzione di Pier Antonio Borgheggiani
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Meti
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Oceanine, su homepage.mac.com. URL consultato il 14 febbraio 2007 (archiviato dall'url originale il 19 gennaio 2007).
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