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Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

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Vetrina

Il fronte italiano comprende l'insieme delle operazioni belliche combattute durante la prima guerra mondiale tra il Regno d'Italia e i suoi Alleati contro le armate di Austria-Ungheria e Germania nel settore delimitato dal confine con la Svizzera e dalle rive settentrionali del Golfo di Venezia. Il conflitto è conosciuto in Italia anche con il nome di "guerra italo-austriaca", o "quarta guerra d'indipendenza".

Dopo aver stipulato un patto di alleanza con le potenze della Triplice intesa e aver abbandonato lo schieramento della Triplice alleanza, l'Italia dichiarò guerra all'Austria-Ungheria il 23 maggio 1915, iniziando le operazioni belliche il giorno dopo: il fronte di contatto tra i due eserciti si snodò nell'Italia nord-orientale, lungo le frontiere alpine e la regione del Carso. Nella prima fase del confronto le forze italiane, guidate dal capo di stato maggiore dell'esercito generale Luigi Cadorna, lanciarono una serie di massicce offensive frontali contro le difese austro-ungariche nella regione del fiume Isonzo, tenute dall'armata del generale Svetozar Borojević von Bojna, mentre operazioni di minor portata prendevano vita sui rilievi alpini e in particolare nella zona delle Dolomiti.

Il conflitto si trasformò ben presto in una sanguinosa guerra di trincea, simile a quella che si stava combattendo sul fronte occidentale: la lunga serie di battaglie sull'Isonzo non portò agli italiani che miseri guadagni territoriali al prezzo di forti perdite tra le truppe, ben presto spossate e demoralizzate dall'andamento delle operazioni. Le forze austro-ungariche si limitarono a difendersi lanciando contrattacchi limitati, fatta eccezione per la massiccia offensiva sull'Altopiano di Asiago nel maggio-giugno 1916, bloccata dagli italiani.

La situazione subì un brusco cambiamento nell'ottobre 1917, quando un'improvvisa offensiva degli austro-tedeschi nella zona di Caporetto portò a uno sfondamento delle difese italiane e a un repentino crollo di tutto il fronte: il Regio Esercito fu costretto a una lunga ritirata fino alle rive del fiume Piave, lasciando in mano al nemico il Friuli e il Veneto settentrionale oltre a centinaia di migliaia di prigionieri. Passate alla guida del generale Armando Diaz e rinforzate da truppe franco-britanniche, le forze italiane riuscirono però a consolidare un nuovo fronte lungo il Piave, bloccando l'offensiva degli Imperi centrali. Dopo aver respinto un nuovo tentativo degli austro-ungarici di forzare la linea del Piave nel giugno 1918, le forze degli Alleati passarono alla controffensiva alla fine dell'ottobre 1918: nel corso della cosiddetta battaglia di Vittorio Veneto le forze austro-ungariche furono messe in rotta, sfaldandosi nel corso della ritirata.

Il 3 novembre l'Impero austro-ungarico chiese e siglò l'armistizio di Villa Giusti che, entrato in vigore il 4 novembre, segnò la conclusione delle ostilità.

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Voci di qualità

Il Ca trù ([kaː ʈû], in chữ Nôm 歌籌), noto anche come hát cô đầu, hát nói o hat a dao è un genere vietnamita di narrazione musicale, eseguita vocalmente da una cantante di sesso femminile, originario del Vietnam settentrionale, nella zona circoscritta dal delta del fiume Rosso. Associato al genere coreano del pansori, combina l'intrattenimento di persone benestanti all'esecuzione di canti religiosi per la corte reale.

É stato inserito dall'UNESCO nella lista del patrimonio culturale immateriale che necessita di urgente tutela nel 2009. Nonostante gli artisti vietnamiti abbiano compiuto grandi sforzi per trasmettere il vecchio repertorio alle generazioni più giovani, poiché le esecutrici di questo genere hanno un'età media molto avanzata e il loro numero sta diminuendo sempre di più, quest'arte rischia ancora di andare perduta a causa della costante diminuzione del numero dei praticanti.

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Lo sapevi che...

La bufonite (termine proveniente dal latino bufo, rospo) è una pietra o gemma magica leggendaria che si credeva fosse situata all'interno della testa dei rospi. Le leggende le attribuiscono la proprietà di essere un antidoto contro i veleni.

Tali pietre sono in realtà denti fossilizzati (anche chiamati "ittiodonti") di Scheenstia, un genere di pesci ossei estinti precedentemente incluso nel taxon cestino Lepidotes e appartenente alla classe degli attinopterigi, che popolava i mari del Giurassico e del Cretacico. Venivano descritte come pietre dalla forma perfetta, utilizzate in epoca medievale dai gioiellieri europei per produrne anelli e amuleti magici, pratica che non cessò fino al XVIII secolo.

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Ricorrenze del 16 giugno

Marc Bloch

Nati...

...e morti

In questo giorno accadde...

Ricorre oggi: la Chiesa cattolica celebra la memoria dei santi Quirico e Giulitta.

 

Nelle altre lingue

Di seguito sono elencate le 10 versioni maggiori di Wikipedia (per numero di voci, non necessariamente per qualità o dimensioni totali) e una selezione casuale di altre edizioni con un numero minore di voci:

Le 10 maggiori (al 16 giugno 2026): English (inglese) (7 196 028) · Binisaya (cebuano) (6 115 370) · Deutsch (tedesco) (3 129 659) · Français (francese) (2 764 430) · Svenska (svedese) (2 626 836) · Nederlands (olandese) (2 221 221) · Español (spagnolo) (2 119 482) · Русский (russo) (2 105 726) · Italiano (1 973 936) · Polski (polacco) (1 698 695)

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Lavori in corso

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Dagli altri progetti

Questa settimana la voce da tradurre è:

(versione in italiano: Capo Fiolent)

La vita è breve, l'arte è lunga, l'occasione è fugace, l'esperienza è fallace, il giudizio è difficile.
Ippocrate

Veduta di Kirchberg an der Jagst, comune tedesco situato nel land del Baden-Württemberg, visto dal fiume Jagst. A destra il ponte in pietra a cinque arcate, monumento storico costruito nel 1779; alle sue spalle la collina su cui sorge il castello di Kirchberg (in alto) e a sinistra il centro storico di Kirchberg an der Jagst. A Kirchberg an der Jagst si trova parte della riserva naturale della valle di Jagstal, nonché la foresta protetta di Streitwald. Il fiume Jagst appartiene all'omonima area di protezione degli uccelli.

Machu Picchu

È un sito archeologico Inca situato in Perù. Vista nell'immaginario collettivo come i resti di un'antica e fascinosa città perduta, la località è universalmente conosciuta sia per le imponenti e originali rovine, sia per l'impressionante vista che si ha sulla valle sottostante. Annoverato tra i patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, il sito è stato eletto tra le sette meraviglie del mondo moderno. È il terzo sito archeologico più grande del mondo dopo gli scavi di Pompei e Ostia Antica. L'area edificata del sito è di 530 metri di lunghezza per 200 di larghezza, disposta su almeno 172 livelli. Il complesso è diviso in due grandi zone facilmente individuabili: la zona agricola, formata dall'insieme delle terrazze per la coltivazione, ubicata a sud, e la zona urbana, dove vivevano gli occupanti e dove si svilupparono le principali attività civili e religiose. Le parti sono separate da un muro, un fosso e una scalinata, che corrono paralleli alla costa est della montagna.